Continuano i raid incrociati tra Russia e Ucraina. Nella notte la Mosca ha attaccato Kiev: nel quartiere di Solomensk è stato colpito all'altezza del quarto piano un edificio residenziale di 25 piani. Si conta una vittima e la circolazione dei mezzi di trasporto in quella zona della città è stata temporaneamente limitata. Lo riferisce l'agenzia ucraina Rbc che cita il sindaco di Kiev Vitali Klitschko. Nello stesso quartiere, in seguito alla caduta di un drone, si è verificato un incendio in un'area aperta vicino a un edificio non residenziale. Secondo le prime informazioni, ci sarebbe un ferito.
La risposta Ucraina: colpita raffineria russa -
Mentre le forze ucraine hanno colpito una raffineria di petrolio russa situata a circa 1.500 chilometri dal confine tra Ucraina e Russia e uno stabilimento di componenti elettronici. Lo riferisce Kyiv Independent citando canali Telegram. Una raffineria di petrolio a Perm è stata data alle fiamme dopo essere stata presa di mira, secondo quanto riferito da testimoni oculari, come riporta il canale Telegram Exilenova Plus. Nel frattempo, lo stabilimento elettronico Iskra, che produce componenti per le comunicazioni e la tecnologia radio, è stato colpito nella città di Ulyanovsk, secondo quanto riportato dal canale.
Raid ucraino anche su Ul'janovsk -
Infrastrutture industriali e civili sono state danneggiate durante un attacco massiccio con droni contro la città russa di Ul'janovsk. Ci sono dei feriti, ha riferito il governatore della regione, Aleksey Russkikh, sulla piattaforma Max. "Le forze di difesa aerea e le nostre unità di fuoco mobili continuano a respingere l'attacco massiccio di droni contro la città di Ul'janovsk... Sono stati registrati danni alle infrastrutture industriali e civili", ha scritto Russkikh.
E Seul accusa: "Kiev ha violato l'accordo di riservatezza sui soldati nordcoreani" -
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha espresso "profondo rammarico" per la decisione dell'Ucraina di rendere pubblico il trasferimento in Corea del Sud di due soldati nordcoreani catturati mentre combattevano per la Russia. Lo riferisce il Korea Times, citando un messaggio pubblicato da Lee su X. Secondo il presidente sudcoreano, Seul e Kiev avevano concordato di mantenere riservata l'operazione, considerata la sua particolare sensibilità: "(L'Ucraina) ha divulgato il trasferimento violando un accordo di non divulgazione. Non conosco le ragioni, ma me ne rammarico", ha scritto Lee. Il presidente ha sottolineato che la questione può avere "un enorme impatto sulla diplomazia e sulla sicurezza nazionale", oltre che sull'ambiente di sicurezza nella penisola coreana. Seul aveva finora evitato di confermare l'arrivo dei due militari proprio per i possibili rischi per la loro sicurezza e per quella dei familiari rimasti in Corea del Nord. La vicenda era stata resa pubblica dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che mercoledì, parlando all'Assemblea generale dell'Onu a New York, aveva annunciato che Kiev aveva recentemente trasferito i due prigionieri nella Repubblica di Corea. I due erano stati catturati nel gennaio 2025 nella regione russa di Kursk, dove erano stati inviati a combattere al fianco delle forze russe, e avevano espresso la volontà di trasferirsi in Corea del Sud. L'ufficio presidenziale ucraino ha successivamente confermato il trasferimento attraverso un dialogo diretto con Seul, sostenendo di aver reso pubblico soltanto il fatto del trasferimento e non i dettagli dell'operazione.