La vida es un Carnaval (de luz)

Nove anni dopo tornano gli U2 con un nuovo album e un inno al "Silencio"

Per festeggiare mezzo secolo di carriera la band irlandese ha deciso di reinventarsi un'altra volta, regalando ai fan "Carnaval de Luz", trainato da un singolo che esalta il buon vecchio "sound of silence"

© Ufficio stampa

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"Unos, dos, tres, catorce", con questo sconclusionato conteggio si apriva Vertigo, prima traccia dell'album del 2004 degli U2 How to Dismantle an Atomic Bomb. Un brano che fu anche un primo singolo piuttosto fortunato, in grado di far diventare il disco una delle migliori prove della rock band irlandese nel nuovo millennio. A nove anni da Songs of Experience, Bono e compagni tornano in pista con Carnaval de Luz, un nuovo lavoro che ha scelto come suo secondo apripista Silencio. Una prossima hit che ha con Vertigo in comune la verve rock piuttosto spinta e le reminiscenze latine, non solo nel titolo.

Mezzo secolo dopo -

 Alle 18 di un 24 settembre per nulla banale per la storia della band gli U2 hanno scritto una nuova pagina di quella storia iniziata esattamente mezzo secolo prima, quando Larry Mullen Jr. affisse alla bacheca della Mount Temple Comprehensive School di Dublino, una nota scritta a mano che suonava quasi come un grido d'aiuto: "Batterista cerca musicisti per formare una band". A rispondere all'appello arrivarono praticamente subito in tre: Bono Vox, The Edge, Adam Clayton. I tre ragazzi, con Larry dietro i tamburi, avrebbero presto creato un dream team capace di reinventarsi ancora oggi.  Non è solo un modo di dire, almeno a giudicare da ciò che abbiamo già sentito dell'ultima fatica di questi "dubliners" del rock. Carnaval de Luz promette di essere appunto un "carnevale", una celebrazione piena di colori tra amici vecchi (Brian Eno) e nuovi (Martin Garrix). Senza dimenticare un duetto con Dolly Parton che, dopo la scomparsa della regina del country, promette di ammantare l'intero lavoro di un nuovo strato di dolce malinconia.

Una nuova fase -

  Eppure, ascoltando un pezzo come Silencio, non sembra di trovarsi di fronte a un lavoro dall'anima crepuscolare. Non c'è nemmeno un briciolo di nostalgia, che pure sarebbe giustificabile, in questo brano degli attempati U2. Bono e soci sembrano entrati in una nuova fase di iperattività creativa dopo quasi un decennio di silenzio e lo avevamo capito già negli scorsi mesi, quando i nostri tirarono fuori uno dopo l'altro due EP: Days of Ash e Easter Lily. Due lavori che sembrano fare da punto di partenza per una nuova fase, quella confermata dai primi estratti del nuovo album. Un disco che sembra risentire molto, nelle sonorità e non solo, da quella coppia di prove "a breve gittata". Anche Carnaval de Luz d'altra parte è un titolo che si mette in comunicazione con i due brevi antipasti dati alle stampe quest'anno, creando l'architrave di un lavoro che promette di essere molto profondo e spirituale.

Spiritual rock -

  Gli U2 hanno scoperto una nuova fascinazione per il trascendente e stanno esplorando sicuramente il loro lato più mistico. Basta ascoltare il testo di Silencio per rintracciare metafore religiose più o meno palesi nella nuova poetica "u2iana". Basti pensare a questo evocato silenzio, che contribuisce attivamente alla creazione di uno spazio di preghiera. La band invita ad appropriarsi di una zona sacra e onirica, da riempire con qualcosa di tanto immateriale quanto in grado di superare i confini della mera realtà terrena. "Dove è finito il nostro amore? Ehi, Gesù di Rio" canta Bono nel ritornello, convertitosi quasi nel nuovo buon pastore della musica rock, subito dopo aver citato esplicitamente nella strofa Maria Vergine e gli angeli.

Avvicinatevi -

  Questa nuova dimensione degli irlandesi non inganni i fan più duri e puri. Gli U2 non si stanno trasformando in anziani bigotti rancorosi, al contrario. La loro messa laica promette di essere una festa collettiva, un inno alla gioia da cantare stringendosi stretti, un "Carnaval de Luz" appunto. Bono Vox è sembrato quasi un imbonitore da circo quando, nel presentare il disco, ha provato a tirare dentro quanta più gente possibile: "Avvicinatevi, avvicinatevi, avvicinatevi! Portate i vostri calzini viola, i vostri cuori infranti, la vostra ingenuità vista attraverso gli occhiali rosa… oh, lasciatevi stupire nella sala degli specchi. Ci saranno chitarre a tutto volume, bassi profondi, ritmi estatici e, sì, faranno la loro comparsa anche alcune lacrime d’argento!". 

Silence please -

  Con la sua estetica mistriosa e folle, il videoclip di Silencio riporta alla mente i tempi del sottovalutato Zooropa. Ma il brano non va preso alla leggera. Guai a sottovalutare  questo quantomai necessario invito in salsa rock a chiudere la bocca per aprire il cuore agli altri. Il silenzio può essere arma o dannazione, ci dicono gli U2, provando a suggerirci le coordinate per farne un buon uso. Citando Simon & Garfunkel, potremmo dire che i nostri eroi hanno finalmente riscoperto il fascino discreto ma salvifico del "sound of silence", trovando nello stesso un alleato per battere anche il buio. Quell'oscurità che in fondo, già ai tempi di Paul e Art, poteva diventare "un vecchio amico cui dire ciao", senza troppe paure.

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