A Casale sul Sile

Treviso, un gregge blocca la strada e un automobilista investe le pecore: a processo per averne uccise tre

L'uomo, un trentaseienne, avrebbe anche minacciato il proprietario degli animali. Ora rischia fino a 4 anni di carcere e la prima udienza sarà nel 2028

© Istockphoto

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Aveva fretta e un gregge di pecore gli impediva di proseguire lungo la strada. È così che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, un automobilista avrebbe accelerato con il proprio furgone finendo per investire tre animali. Due pecore morirono sul colpo, mentre una terza venne abbattuta alcune ore dopo a causa delle gravi ferite riportate e, in tutto ciò il conducente non si sarebbe nemmeno fermato dopo l'impatto. La storia, raccontata da Il Corriere del Veneto, arriva da Casale sul Sile, provincia di Treviso. E, come si legge, per quei fatti avvenuti il 25 aprile 2023, l'uomo è ora accusato di uccisione di animali altrui e minaccia.

La strada occupata dal gregge e le minacce al proprietario -

 Quel giorno un gregge stava transitando in via Belvedere e, secondo le ricostruzioni, gli animali avevano finito per occupare la carreggiata e il conducente, inizialmente, si sarebbe fermato e avrebbe aspettato per alcuni minuti, in attesa di poter passare. Ma visto che il passaggio del gregge stava richiedendo tempo al proprietario degli animali, l'uomo, un trentaseienne macedone, si sarebbe spazientito. Sempre secondo quanto ricostruito, avrebbe iniziato a protestare contro il proprietario degli animali, arrivando a pronunciare una minaccia: "Spostate questa m... di pecore, io devo passare. Ammazzo tutti, non vi ho dato io l'autorizzazione a passare di qua". Poco dopo, sarebbe ripartito a forte velocità con il suo Volkswagen Caddy. Alcune pecore riuscirono a evitare il mezzo, mentre tre vennero travolte. Due morirono immediatamente, mentre la terza, gravemente ferita, dovette essere abbattuta qualche ora più tardi. Dopo l'investimento, il conducente avrebbe proseguito senza fermarsi per verificare quanto accaduto. Il proprietario del gregge riuscì però ad annotare la targa del veicolo, permettendo poi alle forze dell'ordine di risalire al mezzo, all'intestatario e successivamente al conducente.

Prima udienza nel 2028, rischia fino a 4 anni -

 Nel procedimento era inizialmente coinvolto anche un giovane parente dell'uomo visto che il furgoncino risultava intestato a lui. La sua posizione è stata però archiviata nell'ambito dell'udienza filtro: non era presente al momento dell'accaduto. Mentre il 36enne al volante deve rispondere di uccisione di animali altrui e minaccia, reati per cui rischia una pena che va da uno a quattro anni di carcere. Alla vicenda potrebbe inoltre aggiungersi una richiesta di risarcimento economico per gli animali uccisi. L'inizio del dibattimento è stato fissato per giugno 2028

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