
Trump accoglie il presidente cinese Xi sulla pista: al via la visita di Stato tra sfarzo e diplomazia personale
Il presidente americano ha accolto personalmente il leader cinese alla Joint Base Andrews. Poi Casa Bianca, bilaterale e cena con i big di Silicon Valley e Wall Street. Sul tavolo commercio, terre rare, intelligenza artificiale e Taiwan

Donald Trump lo ha aspettato direttamente sulla pista. Quando l'aereo di Xi Jinping è arrivato alla Joint Base Andrews, alle porte di Washington, il presidente americano era lì ad accogliere il leader cinese e la first lady Peng Liyuan. Un gesto raro nel protocollo presidenziale statunitense, che ha aperto una visita di Stato di tre giorni costruita fin nei dettagli per mostrare il peso attribuito da Washington al rapporto con Pechino.
Per Xi è stata la prima visita di Stato negli Stati Uniti dal 2015 e il ritorno nel Paese dopo il vertice Apec di San Francisco del 2023. Il cerimoniale è stato quello delle grandi occasioni: accoglienza ufficiale, guardia d'onore, salva di 21 colpi di cannone e sorvolo militare con B-2 e F-22. Un trattamento pensato anche come risposta a quello riservato da Xi a Trump durante la visita del presidente americano a Pechino lo scorso maggio.
Le critiche al tappeto rosso per Xi -
L'accoglienza riservata al presidente cinese ha però aperto un fronte politico a Washington. Roger Wicker, presidente repubblicano della Commissione Forze armate del Senato, ha contestato il trattamento e ha definito Xi un leader "brutale, oppressivo e non eletto", accusandolo di voler rafforzare il peso militare della Cina contro gli interessi americani.
Trump ha scelto invece di puntare ancora una volta sul rapporto personale con Xi e sulla diplomazia diretta. Per Pechino, il valore simbolico della visita era altrettanto importante: essere ricevuta con il massimo livello di cerimoniale significava presentare Xi come interlocutore alla pari degli Stati Uniti.
Le quattro "linee rosse" di Pechino -
Alla vigilia dell'incontro, l'ambasciatore cinese negli Stati Uniti Xie Feng aveva già fissato i paletti del confronto. In un intervento sul "Quotidiano del Popolo" aveva indicato quattro "linee rosse": Taiwan, democrazia e diritti umani, modello politico e di sviluppo cinese e diritto allo sviluppo.
"La sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina non possono essere violati", aveva scritto Xie, chiarendo il perimetro entro cui Pechino intendeva muoversi nei colloqui. Il bilaterale alla Casa Bianca metterà quindi a fuoco i dossier più delicati nei rapporti tra le due potenze: commercio, terre rare, microchip, intelligenza artificiale, Iran e Taiwan.