La pausa pranzo lavorativa è sempre più cara. Secondo la ricerca di Federconsumatori, in un anno lavorativo si può arrivare a spendere tra i 2.760 e i 3.250 euro. Un pasto completo, un primo, un'acqua, un dolce e un caffè può costare in media 16,19 euro. Ma non è tutto perduto. In soccorso al lavoratore arriva la "schiscetta" che può far risparmiare fino al 75%. Un pasto fatto in casa, infatti, costa mediamente 4,9 euro, con la possibilità di scendere a 2 euro prediligendo ingredienti vegetali come i legumi e ottimizzando i tempi di cottura.
Le soluzioni per risparmiare -
Anche se la "schiscetta" resta la soluzione più vantaggiosa, il risparmio per la pausa pranzo lavorativa può essere attuato scegliendo prodotti monodose, cioè alimenti confezionati in porzioni singole, pensate per essere consumate interamente in un unico pasto da una sola persona, oppure piatti pronti al supermercato.
L'allarme di Federconsumatori -
Federconsumatori sottolinea la necessità di interventi strutturali per tutelare i lavoratori di fronte ad aumenti che appaiono, in molti casi, del tutto sproporzionati: "In primo luogo, chiediamo un innalzamento del valore dei buoni pasto, spesso insufficienti a fronte dei rincari registrati negli ultimi anni". L'associazione sollecita inoltre una vigilanza più stringente sulle dinamiche di mercato che incidono sul costo della vita quotidiana: "Sollecitiamo un monitoraggio puntuale e continuo dei prezzi praticati da bar, tavole calde, mense, punti di ristoro e Gdo (Grande Distribuzione Organizzata). Gli aumenti rilevati potrebbero infatti risentire, in diversi contesti, di dinamiche poco trasparenti e volontà speculative".