Presentazione e dibattito il 5 ottobre all’Università Roma Tre

Il documentario di Gabriel Cash, "Diario di un'artista", tra arte contemporanea, arteterapia e fragilità

Ci sono esperienze che le parole non riescono a raccontare fino in fondo. È allora che intervengono un gesto, una linea, un colore, un suono o una materia da modellare: linguaggi differenti attraverso i quali ciò che appartiene alla dimensione più profonda dell’esperienza umana può trovare una forma visibile e condivisibile.

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È questo il filo conduttore di “Diario di un’artista”, documentario dedicato all’arte contemporanea e all’arteterapia, diretto dal regista Gabriel Cash, che sarà presentato lunedì 5 ottobre 2026 presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre, al Polo didattico di via Principe Amedeo 182/184, Aula 1.

Il progetto nasce dall’esigenza di esplorare il rapporto tra creatività, vissuto personale e trasformazione, attraverso le testimonianze e i percorsi di alcuni protagonisti del mondo dell’arte. Nel documentario intervengono Teresa Coratella, artista e arte terapeuta, Tony Esposito, musicista e artista, Giancarlino Benedetti Corcos, artista e ceramista, Adelaide Innocenti, artista e performer, e Rossana Coratella, poetessa e performer.

A completare il percorso narrativo è un’intervista inedita ad Antonio De Crescenzo, storico battitore d’asta e figura di riferimento nel mercato dell’arte, chiamato a introdurre e approfondire il tema dei linguaggi artistici e il loro rapporto con l’esperienza individuale.

“Diario di un’artista” non si propone semplicemente come un racconto sull’arte, ma come un racconto attraverso l’arte. La macchina da presa entra nei luoghi della creazione, segue gli artisti nei loro gesti quotidiani e raccoglie parole, testimonianze e riflessioni. Pittura, musica, ceramica, performance e poesia diventano così differenti modalità espressive attraverso cui dare forma a emozioni, fragilità ed esperienze difficili da comunicare con il solo linguaggio verbale.

In questa prospettiva, l’arte viene osservata non soltanto nella sua dimensione estetica, ma anche per la sua capacità di accompagnare processi di ascolto, consapevolezza e trasformazione personale. Il documentario mette quindi in relazione la pratica artistica con il vissuto interiore, mostrando come il processo creativo possa diventare uno spazio nel quale elaborare esperienze, affrontare momenti di fragilità e attribuire nuovi significati alla propria storia.

Realizzato dall’Associazione Aurea Roma, il progetto è promosso da Roma Capitale, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, CeStReF – Centro Studi, Ricerca e Formazione in ambito didattico e pedagogico sociale e speciale, Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, Accademia Esquilino e ITIS Galileo Galilei di Roma.

L’appuntamento del 5 ottobre si articolerà in due momenti: la proiezione del documentario “Diario di un’Artista” e, a seguire, un dibattito di approfondimento dedicato al rapporto tra arte, educazione, cultura e arteterapia.

Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali della professoressa Paola Perucchini, Direttrice del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre.

A introdurre i lavori sarà la professoressa Gabriella Aleandri, Professoressa Ordinaria di Pedagogia generale e sociale, Direttrice del Master in Arteterapie e Direttrice del CeStReF del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre.

La conduzione del dibattito sarà affidata alla giornalista Carmela Piccione, del Dipartimento Cultura e Spettacolo di Adnkronos.

Al confronto prenderanno parte Cristina Costarelli, Presidente ANP Lazio, Irene Manzi, Deputata parlamentare e componente della Commissione Cultura e Istruzione, Yuri Trombetti, Consigliere dell’Assemblea Capitolina di Roma Capitale, insieme agli artisti protagonisti del documentario.

L’iniziativa si propone dunque come un momento di incontro tra arte, pedagogia, cultura ed esperienza personale, offrendo al pubblico l’opportunità di approfondire il valore dei processi creativi anche nella lettura e nell’elaborazione delle dimensioni più fragili dell’esistenza.