Salire a bordo di un treno storico significa, prima di tutto, promettere a se stessi di regalarsi un po’ di tempo. Come dice già dal suo nome, la tendenza dello Slow Rail Travel è una filosofia di viaggio che rifiuta la fretta, i finestrini sigillati dell’alta velocità a favore delle andature ridotte e dei percorsi impervi, da ammirare anche con i vetri abbassati con il fischio della locomotiva a vapore e un paesaggio che non sfreccia via, ma si concede placidamente allo sguardo. L'Italia, con la sua fitta rete di binari dismessi e poi restituiti alla vita dalla Fondazione FS Italiane, è uno dei palcoscenici più straordinari al mondo per questo tipo di viaggio in lentezza.
LA FILOSOFIA DEL VIAGGIATORE LENTO - Prima di salire in carrozza, occorre chiarire alcuni aspetti di queto modo di spostarsi. Lo Slow Rail Travel si fonda su tre regole d’oro: la prima è l’estetica del dettaglio, in cui tutti sono invitati ad ammirare le rifiniture in ottone delle carrozze, i sedili in velluto o in legno, forse un po’ scomodi ma decisamente romantici, e gli scompartimenti vecchio stile. Ogni carrozza è un pezzo di storia sociale italiana itinerante. La seconda regola è un involontario, ma assoluto digital detox: tra le gole di una montagna o nelle frequenti gallerie, il segnale telefonico non arriva. È un modo drastico ed efficace per farci riscoprire il piacere di guardare fuori o di chiacchierare con il nostro vicino di posto. La terza regola ci invita a gustare le soste: le stazioni intermedie non sono semplici punti di transito, ma porte d'accesso a piccoli borghi dove i produttori locali accolgono i viaggiatori con prodotti tipici a chilometro zero. Il viaggio non è più solo lo spostamento da un punto di partenza a uno di destinazione, ma un momento di scoperta e di incontro.
LE GRANDI TRATTE DELLO SLOW RAIL TRAVEL ITALIANO – In Italia ci sono molte linee ferroviarie storiche, riconvertite a uso turistico, che offrono un punto di vista privilegiato e inconsueto su territori poco abitati e difficili da raggiungere con altro mezzo, tra panorami splendidi e borghi gioiello tutti da esplorare. L'autunno è considerato la "stagione d'oro" dello Slow Rail Travel: in questo periodo il viaggio smette di essere una semplice escursione e si trasforma in un'esperienza sensoriale guidata dal cambio dei colori della natura e dalle sagre enogastronomiche locali. Ecco di seguito alcuni tra i più belli dello Stivale.
- Ferrovia Vigezzina-Centovalli, da Domodossola a Locarno - Questa linea a scartamento ridotto attraversa valli selvagge, cascate e borghi medievali e dal 10 ottobre al 15 novembre si trasforma nel famosissimo Treno del Foliage®: i viaggiatori possono ammirare I boschi della Valle Vigezzo e delle Centovalli con le chiome degli alberi che si accendono di rosso, oro e arancione, per uno dei viaggi lenti e panoramici più poetici d'Europa. Il percorso di 52 km scavalca ben 83 ponti e viadotti sospesi su gole selvagge. Qui la vera magia sta nel contrasto: si parte dai borghi pedemontani piemontesi, si arriva a Santa Maria Maggiore (800 metri e punto più alto) e si scende fino ai palmeti del Lago Maggiore in Svizzera.
- Transiberiana d'Italia (Ferrovia dei Parchi), da Sulmona a Isernia -Nei mesi di ottobre e novembre i treni viaggiano nel fine settimana. La linea ferroviaria è un vero capolavoro di ingegneria ferroviaria che attraversa il cuore dell'Appennino, tra il Parco Nazionale della Majella e gli Altopiani Maggiori d'Abruzzo. Si viaggia tra i 328 metri di Sulmona fino ai 1.268 metri della stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo, la seconda più alta d'Italia, per ridiscendere poi dall’altra parte. Si viaggia sulle storiche carrozze "Centoporte" in legno degli anni '20 e si vive la sensazione di galleggiare sopra una distesa di boschi e borghi arroccati.
- Il Trenino Verde, Sardegna - Con i suoi oltre 400 chilometri di linee turistiche, è la rete ferroviaria a scartamento ridotto più lunga d'Europa. Questo treno storico non ha solo un calendario estivo, ma viaggia anche in autunno, secondo un programma speciale che si chiama "Autunno in Trenino Verde", attivo ogni domenica dal 4 ottobre all'8 dicembre 2026. Il trenino si trasforma in una vera e propria macchina del tempo che porta i viaggiatori all'interno dell'isola, con tappe a Meana Sardo o Isili, dove le stazioni si trasformano in porte d'accesso per le cortes apertas, ovvero i cortili delle case storiche che offrono esperienze tra artigianato, complessi nuragici e sapori antichi. Tratte come la Mandas-Arbatax, invece, guidano alla scoperta del cuore più selvaggio dell'isola, costeggiando i “tacchi” di Jerzu, le spettacolari formazioni rocciose calcareo-dolomitiche tipiche della Sardegna centro-orientale, e addentrandosi nei boschi della Barbagia.
- Il Treno delle Meraviglie, Cuneo-Ventimiglia-Nizza – Questa linea panoramica, attiva tutto l'anno, collega in poche ore le vette alpine al Mar Ligure: in meno di tre ore si passa dalle vette imbiancate delle Alpi Marittime al clima mite e alla vegetazione mediterranea della Riviera Ligure e della Costa Azzurra. Il treno supera dislivelli importanti grazie a gallerie elicoidali scavate nella roccia e viadotti sospesi nel vuoto, che rappresentano un miracolo dell'ingegneria dell'Ottocento. Lungo i suoi circa 100 chilometri si contano ben 81 gallerie: in alcune di queste, come la galleria elicoidale di Vernante o quella di Berghe, il treno compie un giro completo a 360 gradi su se stesso all'interno della montagna per superare il dislivello: i passeggeri perdono letteralmente l’orientamento, vedendo la luce del sole riapparire ogni volta da una direzione completamente diversa.