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L'Istat conferma: il deficit del 2025 al 3,1% del Pil. Resta la procedura di infrazione Ue per l'Italia | Giorgetti: "Prendiamo atto con rammarico"

Il debito raggiunge il 136,7% del Pil, ma il dato viene rivisto al ribasso rispetto alla precedente stima del 137,1%

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Il deficit italiano nel 2025 si è attestato al 3,1% del Pil, confermando il dato che non consente al Paese di uscire anticipatamente dalla procedura europea per deficit eccessivo. A confermare il dato è l'Istat (l'Istituto Nazionele di Statistica), che ha diffuso i risultati definitivi dei conti economici nazionali. L'Italia dovrà quindi attendere ancora: secondo il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, l'uscita potrà avvenire nel 2027. "Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall'Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025. Purtroppo l'Italia non uscirà anticipatamente già quest'anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027", ha dichiarato Giorgetti.

Pressione fiscale -

 Dai conti economici nazionali diffusi dall'Istat emerge anche un aumento della pressione fiscale, che nel 2025 ha raggiunto il 42,9% del Pil. Rispetto al 2024 la crescita è di 0,7 punti percentuali.

Debito al 136,7% -

 L'Istat ha inoltre rivisto al ribasso il rapporto tra debito e Pil del 2025: il dato definitivo è del 136,7%, contro il 137,1% indicato nella stima dello scorso aprile. Il livello resta comunque superiore al 134,2% registrato nel 2024. Rivisti anche i valori degli anni precedenti. Il debito del 2024 passa dal 134,7% precedentemente stimato al 134,2%; quello del 2023 dal 133,9% al 134%, mentre per il 2022 la revisione porta il dato dal 138,4% al 138,3%.

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