La primera dama di Spagna andrà alla sbarra per rispondere dell'accusa di traffico di influenze e malversazione. Dopo oltre due anni di istruttoria, lunedì - 21 settembre - il giudice per le indagini preliminari, Juan Carlos Peinado, ha deciso di disporre l'apertura del processo con giuria popolare nei confronti di Begoña Gómez, moglie del premier spagnolo Pedro Sánchez.
Escluse due ipotesi di reato -
Attesa in tribunale anche la sua assistente presso la Moncloa, Cristina Álvarez, per cui si è ipotizzato il reato di malversazione. Il procedimento passa ora alla Audiencia Provincial di Madrid, che dovrà fissare la data dell'udienza. L'istruttoria era stata avviata nell'aprile 2024, a seguito di una denuncia dell'associazione (autodefinitasi sindacale) Manos Limpias. In origine l'indagine riguardava quattro ipotesi di reato, ma nel luglio scorso l'Audiencia Provincial aveva escluso la corruzione negli affari e l'appropriazione indebita, lasciando in piedi le accuse di traffico di influenze e malversazione.
La tesi della difesa -
Nella nuova ordinanza, citata dai media iberici fra cui El País, Peinado respinge anche l'eccezione della difesa di Gómez sull'invalidità dell'accusa popolare - diversa dalla parte civile e prevista dal codice di procedura penale spagnolo - guidata dall'associazione ultraconservatrice HazteOir. La difesa aveva sostenuto che l'impianto accusatorio - che riguarda tra l'altro l'attività svolta dalla primera dama nell'ambito della cattedra co-diretta all'Università Complutense di Madrid e le attività della sua assistente alla Moncloa - presentava "gravi difetti" e vizi "insanabili", chiedendone l'archiviazione. HazteOir sollecita, invece, una condanna a 13 anni di carcere per Gómez e a sei per Álvarez.
"Persecuzione politica" -
Per il governo spagnolo, questo non è altro che l'ultimo episodio di una "persecuzione politica" e di una campagna di "accanimento" e "disumanizzazione" contro la consorte del capo dell'esecutivo progressista. Fonti della Moncloa condannano la decisione del giudice e sostengono che nel corso dell'istruttoria sia rimasta "chiara e dimostrata" l'innocenza di Gómez che, secondo l'esecutivo, "sarà dimostrata anche al processo". La Moncloa contesta, inoltre, la scelta della data per il rinvio a giudizio: "È intollerabile che, ancora una volta, un provvedimento di questa causa venga notificato prima ai media che ai diretti interessati e in coincidenza con un viaggio internazionale del presidente del governo", affermano le fonti, in relazione alla imminente missione del premier spagnolo all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il governo parla di un'istruttoria "arbitraria e ingiusta", ritenendo "incontestabile l’intenzione politica, l'intimidazione e la disumanizzazione che l'hanno caratterizzata".
Per cosa è accusata -
Secondo l'accusa, la donna avrebbe tratto beneficio dalla sua posizione di consorte di Sánchez, divenuto premier nel 2018, per utilizzare la sua influenza al fine di ottenere la co-direzione della cattedra all'Università Complutense, impiegando la sua assistente alla Moncloa, Cristina Álvarez, in compiti non strettamente legati alla gestione della sua agenda. "Manteniamo la nostra piena fiducia in una giuria equanime e che faccia giustizia", segnalano negli ambienti del presidente del governo.