Quando la signora Fuyo Kishimoto è venuta al mondo, nel dicembre del 1911, il mondo era ancora agli albori di un secolo breve che a lei deve essere sembrato ancora più corto. D'altra parte questi 114 anni devono essere passati in un attimo per Kishimoto-San, che ora guida dall'alto della sua veneranda età la nutrita pattuglia di centenari made in Japan. Una truppa in costante crescita che conta ormai 107mila unità, in gran parte di sesso femminile.
Kato-san e le girls -
Nelle eventuali reunion tra ultra-centenari il signor Hikaru Kato deve probabilmente sentirsi sempre un po' beato tra le donne. Dall'alto dei suoi 112 anni il classe 1914 è infatti il più anziano in un Paese dove i suoi più o meno coetanei sono quasi tutti di sesso femminile. Ben l'88% dei matusa che hanno superato "quota 100" sono donne, in pratica 9 su 10. E se alla soglia dei 99 anni la signora Kishimoto ha dovuto un po' fisiologicamente rallentare, il suo corrispettivo maschile non rinuncia ancora ai suoi esercizi mattutini. Uno che ha attraversato tante vite, finendo pure per diventare prigioniero di guerra, non lo fermi così facilmente.
I segreti italo-giapponesi -
Questi arzilli vecchietti sono l'esempio di come uno stile di vita sano possa allungare le esistenze. Secondo gli studi, il segreto della longevità giapponese starebbe d'altronde proprio nel modo di vivere nipponico: a quelle latitudini infatti non ci si lascia andare facilmente ai vizi, si cerca ancora un contatto con la natura e si adotta un'alimentazione ben bilanciata. Ragioni che probabilmente sono in fondo alla base anche della quasi altrettanto invidiabile longevità italiana.
Avere fame di vita -
Non si beve nessun inedito elisir di lunga vita nemmeno nell'isola di Okinawa, l'arcipelago giapponese a sud del Pacifico, uno dei luoghi (le cosiddette "blu zones") in cui si concentrano maggiormente gli ultra-centenari. A quelle latitudini al massimo si sorseggia del té verde, pasteggiando nel frattempo con verdure, legumi e pesce. Poca carne e pochi formaggi nella dieta degli abitanti di questa "zona blu", in cui dimora il maggior numero di anziani del Paese. L'attenzione tuttavia, se si vuole raggiungere certi traguardi, non va solo a quello che si mangia ma anche a come si mangia: da quelle parti hanno non a caso brevettato il cosiddetto "Hara Hachi Bu". In sostanza con questo termine si indica la salutare abitudine ad abbandonare le tentazioni della tavola giusto prima di sentirsi sazi. Un modo per mantenersi sempre con un po' di fame, anche di vita.