dal 23 settembre

Torna l'autunno: le origini del termine equinozio e perché non cade sempre lo stesso giorno

Mercoledì alle ore 2:05 italiana finirà l'estate astronomica, sarà un processo graduale in cui le ore di luce e di buio tenderanno a essere uguali

© Istockphoto

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Per chi si è stancato delle alte temperature c'è una data da segnare sul calendario: il 23 settembre arriva l'equinozio d'autunno. Alle 2:05 del mattino ora italiana ci saluterà l'estate astronomica per dare il benvenuto alla stagione fredda. L'autunno non arriverà all'improvviso, ma sarà un processo graduale. Le ore di luce diminuiranno progressivamente e di conseguenza le notti diventeranno sempre più lunghe. È la conseguenza del movimento della Terra attorno al Sole e dell'inclinazione del suo asse di rotazione

Perché si chiama equinozio -

Per molti l'autunno è sinonimo di foglie colorate che cadono sul terreno, l'arrivo delle castagne e la stagione delle zucche. Ma qual è l'origine del termine equinozio? La parola deriva dal latino aequinoctium, formato da aequus, cioè “uguale”, e nox, “notte”. Il riferimento è alla durata simile delle ore di luce e di buio che caratterizza questo particolare momento dell’anno. In questo momento, il Sole attraversa l’equatore celeste e si trova allo zenit dell’Equatore terrestre. I raggi solari arrivano quindi perpendicolari alla superficie dell’Equatore e i due emisferi ricevono un’illuminazione più o meno equivalente. 

L'idea delle "12 ore di luce e 12 di buio" è una narrazione semplicistica che non coincide perfettamente con ciò che osserviamo dalla superficie terrestre: l'atmosfera rifrange infatti la luce e il Sole viene considerato sorto quando il suo bordo appare sull'orizzonte, non quando il suo centro lo attraversa. Per questo le ore di giorno possono sembrare più lunghe della notte anche nei giorni vicini all'equinozio. Il passaggio segna anche l'inversione stagionale: nell'emisfero boreale le giornate si accorciano per continuare a perdere luce fino al solstizio d'inverno. Nell'emisfero australe, invece, comincia la primavera.

La data di inizio non è mai uguale -

L’equinozio d’autunno non ha una data fissa nel calendario. Il momento preciso varia da un anno all’altro perché la durata dell’anno astronomico non corrisponde esattamente ai 365 giorni del calendario. L’introduzione degli anni bisestili serve proprio a compensare, almeno in parte, questa differenza. Per questo l’equinozio può cadere in date diverse, generalmente tra il 21 e il 24 settembre. Per gli appassionati di astronomia durante le prossime notti si potranno ammirare meglio i pianeti: si potrà osservare Saturno e il 26 settembre gli astronomi segnalano l’opposizione di Nettuno che si potrà osservare con il telescopio.

L'equinozio nella storia -

 L’equinozio segna il passaggio fra le stagioni e da sempre ha affascinato varie culture che hanno tramandato numerose leggende e credenze. Nell’antica Grecia, l’equinozio d’autunno era legato ad Ade, il dio della morte. Secondo il mito Persefone, figlia di Demetra, venne rapita da Ade che si innamorò perdutamente di lei. La dea provò in tutti i modi a salvare la figlia, scendendo lei stessa negli inferi, ma non ci riuscì perché lei mangiò dei chicchi di melograno, legandosi in questo modo per sempre ad Ade. La leggenda narra che Persefone da quel momento trascorrerà nel regno dei morti ben sei mesi (quelli che corrispondono al periodo autunnale e invernale) e sulla Terra il restante dei mesi insieme alla madre Demetra, i mesi primaverili ed estivi.

I Celti invece collegavano l’equinozio d’autunno a una sorta di festa dell’oscurità, capace di dividere gli innamorati. Questo momento dell’anno veniva celebrato con dei grandi fuochi che venivano accesi per tutta la notte, demonizzando in questo modo l’arrivo del grande freddo. Anche gli antichi Romani celebravano l’equinozio di autunno con celebrazioni e feste organizzate nei campi in cui si consumava vino.

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