L'intervista

"Il mio nome è Carlo", Lucia Mascino è la mamma di Acutis: "Ho accettato con immensa gioia il ruolo: la sua storia aiuta i giovani"

di Jessica Anostini
© Ufficio stampa

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Non una semplice interpretazione. Ma un lavoro più profondo, ragionato, sentito, vissuto con emozione e trasporto. È quello che ha compiuto Lucia Mascino prima, durante e, a conti fatti, anche dopo l'interpretazione di Antonia, la mamma di Carlo Acutis, nel film "Il mio nome è Carlo" di Giacomo Campiotti, co-prodotto da Rti e Movie Magic International e che il 27 settembre andrà in onda su Canale 5 in prima serata. Attrice colta ed eclettica, stimata per la sua capacità di spaziare con naturalezza dal registro drammatico a quello brillante, tra teatro d'autore, cinema e televisione, è stata scelta dal regista proprio per la sua poliedricità e per la sua capacità di raggiungere livelli di interpretazione intensi, profondi.

Nel film è Antonia, una madre attenta, professionalmente realizzata e allo stesso tempo scrupolosa con il figlio Carlo, per il quale vuole il meglio. Carlo d'altronde si dimostra fin da piccolo un bambino di grande sensibilità, empatico e intellettualmente vivace. Qualità non comuni ma pur sempre possibili anche in una mente così teneramente acerba. Eppure c’è di più. Ed è proprio mamma Antonia, insieme a pochi altri, ad accorgersene per prima.

Carlo Acutis, l'intervista all'attrice Lucia Mascino -

 Lo spiega benissimo Lucia Mascino: “È proprio la mamma che a un certo punto entra in una dimensione nuova, trovandosi in sintonia con il figlio su questioni che fino a quel momento non avevano avuto un ruolo determinante nel ménage della vita familiare: la fede, la fiducia, l’amore per il prossimo”.

 “Mamma Antonia compie una trasformazione", spiega Mascino, "a un certo punto capisce di volersi e doversi lasciare guidare da suo figlio Carlo. Un figlio che la spiazza, che fa vacillare le sue certezze portandola a interrogarsi sui grandi temi della fede cristiana. Sapendo che la risposta arriverà proprio da Carlo".

Il cambiamento -

 A quel punto Antonia fa un passo di lato lasciandosi trasportare da Carlo, dalla luce interiore che fin da piccolo lo illumina senza compromessi, e quasi senza accorgersene diventa testimone silenziosa del messaggio di questo ragazzo speciale. "Andrea, noi abbiamo ricevuto un dono", sono le parole di Antonia, rivolte al marito, nel momento in cui comprende la portata straordinaria del figlio e l'impatto che il suo percorso spirituale e umano sta avendo sulle persone che lo circondano.

La preparazione -

  "Antonia è una mamma a tutto tondo", spiega Lucia Mascino. "Interpretarla ha richiesto un periodo di preparazione e concentrazione assoluti. Con Giacomo Campiotti avevo già lavorato altre volte in passato, sapevo cosa voleva da me: uno studio attento, profondo, per arrivare alla giusta intensità emotiva che il personaggio richiedeva”.  

"Ho accettato con grande entusiasmo la sua proposta", racconta l’attrice, "solitamente sono una persona che prende le cose molto di petto, e a volte non so se è l'approccio giusto.  Stavolta non avevo dubbi. Per prepararmi al ruolo mi sono letteralmente immersa nella storia, isolandomi per un mese prima di cominciare le riprese. Mi ci sono dedicata senza riserve a questa storia e devo dire che l’ho fatto con immensa gioia".  

L'importanza di raccontare Carlo Acutis -

 "Non solo perché il ruolo mi affascinava particolarmente ma anche perché credo che viviamo in un tempo che non è semplice da decodificare. Specialmente per giovani. Molti modelli sono sbagliati e fenomeni come il bullismo e certe forme di violenza sono ormai all’ordine del giorno. In questo senso poter prendere parte a un progetto come quello di "Il mio nome è Carlo" ha anche una valenza sociale non indifferente", sottolinea Mascino.  

“Carlo era un ragazzo speciale nella sua disarmante semplicità. Ma pur sempre un ragazzo. Amava i videogiochi, internet, il calcio. Passioni assolutamente legittime per un giovane di 15 anni. Ma amava anche la spiritualità che unita alla sua fede cristiana ha generato qualcosa di raro e altamente contagioso. Carlo non ha mai temuto giudizi e pregiudizi e questo suo "non timore" ha, nel tempo, contagiato tutti coloro che gli stavano intorno portandoli a seguirlo senza riserve".

La semplicità attraverso cui ha compiuto gesti unici ci restituisce la giusta interpretazione del suo dono che a vent'anni dalla sua scomparsa, è sempre più forte. Tanto quanto la sua eco nel mondo: il suo messaggio di fede oggi è un esempio per milioni di giovani in tutto il mondo.  

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