ROMA

Prof accoltellata, i genitori nel giorno del rientro in classe: "Coltelli a scuola? Follia" | In procura informativa sugli istigatori

Un assistente entrato in classe subito dopo l'aggressione: "Chiedeva scusa in continuazione". La docente: "Non può essere lasciato nelle mani dei genitori"

Preoccupazione e sgomento animano i genitori che lunedì mattina hanno riaccompagnato i loro figli all'Istituto Giovanni Verga di Roma, la scuola media che venerdì scorso è stato teatro dell'accoltellamento della professoressa Isabella Marsilio avvenuto per mano di uno studente 13enne. "Il video in cui lui prepara l'aggressione fa impressione", affermano in molti. "Pensare che sia facile portare dei coltelli di quelle dimensioni nelle scuole è una follia. Non si può non essere preoccupati nel riportare i nostri figli qui dopo quello che è successo", dice un papà. Per un altro genitore "la responsabilità è collettiva. Non sappiamo cosa ci sia nella testa di questi ragazzi. Genitori, insegnanti e istituzioni devono unire le forze per intervenire insieme". Intanto sul tavolo della procura di Roma è approdata una prima informativa dei carabinieri.

L'uomo entrato in classe dopo l'aggressione: "Il13enne si scusava di continuo" -

 "Sono entrato in classe che era appena accaduto il tutto". Il ragazzo che ha accoltellato la prof "era sotto shock, imbambolato. Chiedeva scusa in continuazione. Mi raccontava che aveva un piano chiaro: fare del male a una sola persona, non ferire nessun compagno, e poi costituirsi". È quanto dichiarato da Corrado Ruffini, un assistente educativo dell'istituto in cui è avvenuta l'aggressione a danno della prof Marsilio.

"Ho preso in consegna il ragazzo fino all'arrivo, tempestivo, delle forze dell'ordine. La scuola ha reagito benissimo e ha fatto uscire gli studenti dall'aula per proteggerli". Quanto al ragazzo che è intervenuto per salvare la professoressa: "Inizialmente l'ho scambiato per un adulto per la sua stazza. Ha compiuto un gesto davvero eroico".

Informativa a piazzale Clodio: "Video diffuso forse dalla Russia" -

 Sulla questione si sta attivando anche la procura ordinaria di Roma, a cui i carabinieri hanno recapitato una prima informativa. Il coinvolgimento anche dei magistrati non appartenenti alla procura per i minorenni potrebbe essere legato al lavoro di individuazione di eventuali istigatori che, tramite canali social, avrebbero spinto il ragazzino a compiere il gesto. Gli investigatori stanno scandagliando la rete per arrivare a identificare i quattro utenti collegati in diretta quando è stato compiuto il gesto. E stanno tentando di dare un nome e un cognome a chi lo ha successivamente postato in rete. Non si esclude che il server e l'autore possano trovarsi all'estero, forse in Russia.

La prof: "Non può essere lasciato nelle mani dei genitori" -

 Intanto in queste ore è tornata a parlare anche la professoressa aggredita, Isabella Marsilio: "Mi hanno accusata di aver sottovalutato il fatto che col perdono si liquidava la situazione" ha detto la docente in una intervista al Corriere della Sera. "L'ho perdonato, ma c'è un enorme 'ma'. Lui chiaramente ha un grave malessere, va aiutato, non può essere lasciato a se stesso e tantomeno nelle mani dei genitori, che pare non abbiano saputo gestire le sue problematiche. Quando prenderà coscienza della gravità di ciò che ha fatto, se mi volesse incontrare, io certo lo abbraccerei".

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