Annunciate da Giorgia Meloni

Scuola, i presidi contro il tetto di stranieri: "Misura condivisibile ma difficile da applicare"

Il presidente dell'Associazione nazionale presidi: "Finora non è stato applicato perché non è stata trovata la soluzione tecnica"

© Ansa

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Il provvedimento con le nuove norme sulla scuola deve ancora arrivare al prossimo Consiglio dei ministri, ma sta già facendo discutere. In particolare, è l'idea di stabilire un tetto massimo al numero di minori stranieri per classe che ha provocato polemiche e dubbi, come quelli mossi da Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp): "In termini didattici la questione è fondata e condivisibile, ma è difficile trovare una soluzione tecnica", sostiene.

Le difficoltà -

 "La scuola deve prendere le iscrizioni dei ragazzi del quartiere, soprattutto per le scuole di infanzia e per la primaria" e "se in quella zona è maggioritaria la presenza di stranieri, che facciamo? Li mandiamo via?". Per questo la circolare che mette un tetto del 30% "non ha potuto trovare applicazione" finora. Il riferimento è alla circolare emanata nel 2010 dall'allora ministra per l'Istruzione, Maristella Gelmini, durante il governo Berlusconi, in cui veniva predisposto un limite del 30% di iscritti in ogni classe con una "ridotta conoscenza della lingua italiana". Ma da allora non fu mai veramente applicata, più o meno per gli stessi motivi per cui è complicato farlo ancora oggi. "In ogni caso - specifica il presidente delll'Anp - una circolare è come una raccomandazione, non ha il valore cogente di una legge". Se, poi, "ci sarà una legge vedremo come fare", aggiunge Giannelli, ma "finora la soluzione tecnica non è stata trovata".

Ed è difficile trovarla anche perché, continua il presidente dell'Anp, il problema non può essere affrontato soltanto dalle scuole, ma servirebbe uno stravolgimento completo delle città: "È difficile trovare una soluzione a questo problema solo parlando al mondo della scuola" ma "c'è anche una questione di urbanizzazione che deve essere affrontata", considerato che ci sono alcuni quartieri dove, per ragioni diverse, la concentrazione di famiglie di origine straniera è più alta. "Un esempio è Prato dove in alcune zone la maggioranza delle famiglie e degli studenti sono cinesi", spiega Giannelli.

Complicato anche il tema dell'insegnamento della lingua -

 Non sono mancate critiche sulla proposta dell'insegnamento obbligatorio dell'italiano per i genitori degli studenti stranieri: "La scuola si occupa degli studenti, diversi sono invece i centri per gli adulti. Certo, la scuola è in grado di organizzarsi ma come sempre servono risorse", commenta il presidente dell'Anp, sottolineando che "serve il tempo necessario".

A far discutere, poi la proposta di vietare il velo islamico in classe - anche questo annunciato dalla premier -. Su questo tema, però, Giannelli si mostra più aperto alla proposta di Meloni: "Personalmente ritengo che in classe non debbano esserci segni distintivi, e che la persona comunque debba essere riconoscibile. In Francia è già così".

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