Le ipotesi sul tavolo

Divieto di burqa a scuola, come il centrodestra vuole modificare la Legge Reale

La proposta della Lega, le dichiarazioni di Meloni e il via libera alla risoluzione dei vannacciani per proibire il "travisamento nei luoghi pubblici"

© -afp

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La stretta contro l'uso del burqa a scuola diventerà realtà. E andrà a modificare la cosiddetta "Legge Reale", la norma che prende il nome dal ministro della Giustizia che nel 1975 propose per primo il "divieto di travisamento" nei luoghi pubblici. L'annuncio è arrivato direttamente dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni, anche se il provvedimento era stato prospettato già dal ministro Giuseppe Valditara a inizio agosto. Ancora prima, il giro di vite era stato proposto da Futuro nazionale attraverso una risoluzione in sede di commissione Cultura della Camera, approvata con anche i voti del centrodestra dopo una riformulazione richiesta dal governo.

Cosa prevede la Legge Reale -

 Anche la Lega, lo scorso marzo aveva depositato al Senato un intervento finalizzato a modificare l'articolo 5 della legge numero 152 del 22 maggio 1975 sul divieto dell'uso di indumenti o altri oggetti che impediscano l'identificazione nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. La Legge Reale (dal nome di chi la propose, ovvero l'allora ministro della Giustizia, Oronzo Reale) nasceva nel contesto degli anni di piombo e vietava "l'uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo". Unica eccezione per le manifestazioni sportive che "comportino" l'uso del casco.

Le proposte del centrodestra -

 Un divieto di travisamento pensato soprattutto per i cortei di piazza, su cui punta a intervenire in maniera particolare la proposta di legge della Lega, per garantire "certezza applicativa alla normativa vigente". Il testo elimina il riferimento al "giustificato motivo", indicando che il divieto non si applica a manifestazioni sportive, nei luoghi di culto, nei casi in cui occultare il viso sia necessario per proteggere la salute propria, nei casi in cui l'uso del casco sia previsto dalle norme in materia di sicurezza stradale, nonché nello svolgimento di attività artistiche o di intrattenimento. Inoltre si prevede una nuova ipotesi di reato, ovvero la costrizione all'occultamento del volto, punito da 1 a 2 anni di carcere, con multa da 10mila a 30mila euro e sarà causa ostativa per ottenere la cittadinanza.

La risoluzione di Futuro Nazionale -

 La risoluzione di Rossano Sasso (FnV), approvata dalla commissione Cultura, impegna il governo "ad adottare iniziative, anche di carattere normativo" per far rispettare "il divieto di uso di indumenti inidonei a consentire il riconoscimento della persona" e, in sintesi, a contrastare l'indottrinamento ideologico, politico e religioso nelle scuole italiane e prevenire "fenomeni di marginalità sociale e separatismo religioso che possano turbare lo sviluppo dei giovani".

"Ridare dignità alla donna" -

 Ad agosto, come detto, il ministro Valditara aveva rilanciato il divieto di burqa attraverso un possibile emendamento al disegno di legge sulla sicurezza. "È importante - aveva sottolineato - per riaffermare i valori di dignità della donna e di eguaglianza fra uomo e donna". Sul tavolo c'era anche la possibilità di revocare il permesso di soggiorno a chi, per ritorsione contro il provvedimento, non dovesse mandare le figlie a scuola. Ora la stretta è attesa in Consiglio dei ministri, come ha annunciato la premier Meloni.

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