A guardarli da lontano sembrano quasi parte dell'architettura di Buckingham Palace: enormi, neri, perfettamente immobili sopra le divise rosse delle Guardie Reali. Un'immagine così familiare da essere diventata, nel tempo, quasi invisibile. Eppure è proprio lì, in quei centimetri di pelliccia che incorniciano il volto dei soldati, che si concentra una delle discussioni più insolite sulla tradizione britannica. Quei cappelli non sono semplicemente un simbolo: sono ancora realizzati utilizzando vera pelle d'orso. Il materiale con cui vengono confezionati è diventato sempre più difficile da difendere agli occhi di chi chiede standard diversi per il benessere animale: la richiesta di sostituirlo con una fibra sintetica è arrivata da Westminster ed è sostenuta da PETA UK.
La richiesta dei parlamentari -
La questione è arrivata direttamente al governo britannico attraverso una lettera firmata da 18 deputati e da un membro della Camera dei Lord. Nel documento, i firmatari hanno definito l'utilizzo della pelle d'orso una pratica che, a loro giudizio, non sarebbe più giustificabile e hanno sollecitato il ricorso ad alternative sintetiche. Al centro della polemica c'è la provenienza della pelliccia. Secondo le accuse riportate nella lettera e da PETA UK, il materiale utilizzato per i cappelli deriva da orsi neri abbattuti legalmente in Canada. Una questione che gli animalisti hanno trasformato in una battaglia simbolica: da una parte l'immagine impeccabile delle Guardie reali, dall'altra la storia degli animali da cui proviene il materiale impiegato per confezionare i copricapi.
Cosa contestano gli animalisti? -
La denuncia degli attivisti punta soprattutto sulle modalità con cui, secondo loro, gli orsi vengono abbattuti. PETA UK sostiene che alcuni esemplari vengano uccisi anche con la balestra e sottolinea le conseguenze per i cuccioli rimasti senza madre. Sono affermazioni che alimentano un dibattito particolarmente sensibile nel Regno Unito, dove il rapporto tra tradizione militare, tutela degli animali e immagine della monarchia continua a essere oggetto di discussione. Il punto, però, non riguarda soltanto ciò che accade durante la caccia. C'è anche una questione molto concreta: quanta pelle serve per realizzare un singolo cappello e quanto costa al contribuente britannico.
Oltre 500 cappelli acquistati in sette anni -
Secondo i dati ottenuti attraverso una richiesta basata sulla legge britannica sulla libertà di informazione, tra il 2017 e il 2024 il Ministero della Difesa avrebbe acquistato più di 500 di questi copricapi, con una spesa complessiva superiore a 1,3 milioni di dollari. Il prezzo di un singolo esemplare si aggirerebbe intorno alle 2.460 sterline, ovvero circa 2.800 euro. Una cifra sorprendente per un accessorio che, a prima vista, potrebbe sembrare soltanto un elemento decorativo dell'uniforme.
Quarant'anni di vita per un cappello -
La loro storia affonda le radici nell'Ottocento. L'altezza, che può arrivare a circa 45 centimetri, non è casuale: la struttura originaria era stata pensata anche per rendere i soldati visivamente più alti e imponenti. A indossarli sono i cinque reggimenti delle Guardie a Piedi: Grenadier Guards, Coldstream Guards, Scots Guards, Irish Guards e Welsh Guards. E c'è un dettaglio che cambia completamente la prospettiva sul prezzo. I copricapi vengono sottoposti a una manutenzione accurata, con vapore, spazzole e prodotti specifici, e possono arrivare a essere utilizzati per diversi decenni, anche oltre 40 anni. Un investimento dunque pensato per durare nel tempo, ma che proprio per questo rende ancora più centrale la domanda sull'utilizzo della vera pelliccia.
La possibile alternativa è già sul tavolo -
Il Ministero della Difesa britannico, secondo quanto riferito dalla BBC, non avrebbe chiuso la porta alla sostituzione della pelle d'orso. Al contrario, il governo sarebbe favorevole a un'alternativa sintetica, purché questa riesca a soddisfare una serie di requisiti tecnici. Non basta, insomma, trovare un materiale che assomigli all'originale. Il nuovo tessuto dovrebbe superare test relativi alla resistenza, alla penetrazione dell'acqua, all'aspetto estetico, alla rapidità di asciugatura e alla capacità di compressione. Requisiti considerati necessari affinché le Guardie possano continuare a indossare i copricapi durante le cerimonie senza compromettere sicurezza e comfort.
Tradizione contro innovazione -
È qui che la vicenda assume un significato più ampio. Il cappello di pelle d'orso non è soltanto un elemento dell'uniforme: è diventato parte dell'immaginario collettivo legato alla monarchia britannica e a Londra. Sostituirne il materiale significherebbe quindi intervenire su un simbolo riconoscibile in tutto il mondo, senza necessariamente modificarne la forma. La sfida per il Ministero della Difesa è trovare un materiale capace di replicare non soltanto l'aspetto della pelliccia, ma anche le caratteristiche necessarie a un oggetto destinato a durare per decenni.