Federica Pellegrini si racconta al microfono del podcast "Non lo faccio x moda", condotto da Giulia Salemi, e lo fa senza giri di parole. La campionessa del nuoto azzurro ha condiviso alcune riflessioni sui rapporti più complessi avuti nel corso della sua carriera sportiva, dove confessa che ce ne sono stati "parecchi", alcuni più "deludenti" di altri. E in quest'ultima categoria ha messo nero su bianco i nomi di tre colleghi: senza esitare ha parlato di "Montano, Rosolino, Ceccon". "Quando le critiche arrivano da colleghi sono sempre deludenti. Capisci di più quelle che arrivano da fuori dal mondo sportivo. Le altre invece fanno più male", ha spiegato Pellegrini.
"Critiche solo da uomini" -
L'atleta ha ammesso di essere rimasta delusa soprattutto da persone di cui si fidava o che considerava amiche: "Tutti amici e poi ti girano le spalle. A questa cosa non sono mai riuscita ad abituarmi. Non possiamo essere tutti amici a questo mondo". Ha poi fatto notare come le critiche siano arrivate nel maggior parte dei casi da uomini: "Non ho mai capito perché, ci ho pensato nel corso degli anni ma poi me ne sono fatta una ragione".
Gli attriti con i tre colleghi -
I nomi di Thomas Ceccon, Aldo Montano e Massimiliano Rosolino citati dalla campionessa, rimandano ad alcune dichiarazioni passate degli sportivi. Nel 2024 Ceccon era stato molto schietto in un'intervista al Corriere della Sera: "Cosa rappresenta per me? Niente", aveva detto il nuotatore 23enne. "Non è mai venuta a dirmi una parola - ha raccontato - si è sempre fatta i fatti suoi e io mi faccio i fatti miei. L’ho vista allenarsi tantissimo, la ammiro come sportiva. Per il resto, sinceramente no".
Per quanto riguarda Aldo Montano, nel 2012 dopo i Giochi di Londra aveva raccontato in un'intervista come secondo lui la nuotatrice sarebbe stata "snob" e "altezzosa": "Se incontri uno con la tuta del tuo Paese è normale salutarsi, lei invece tirava dritto". Infine, Massimiliano Rosolino, nel 2013, aveva definito Pellegrini "maleducata" mentre in un'intervista al Corriere l'aveva descritta come un'atleta che si trovava sempre su un "piedistallo".