Il morbillo continua a rappresentare una questione di sanità pubblica in Europa. Secondo l'ultimo monitoraggio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), tra il 1° agosto 2025 e il 31 luglio 2026 i Paesi dell'Unione europea e dello spazio economico europeo hanno notificato complessivamente 2.339 casi di morbillo, dei quali 2.012 confermati in laboratorio. Nel periodo considerato non sono stati registrati decessi attribuibili alla malattia. Il dato complessivo, tuttavia, mostra una circolazione ancora significativa del virus, soprattutto in alcuni Paesi.
Italia in cima alla classifica dei contagi -
A pesare maggiormente sul bilancio europeo è l'Italia. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati notificati nel nostro Paese 537 casi, mentre considerando l'intero periodo di dodici mesi monitorato dall'Ecdc il numero sale a 640, di cui 548 confermati. Nello stesso arco temporale la Bulgaria ha registrato 502 casi, la Romania 310, la Spagna 243 e la Francia 174. I cinque Paesi concentrano complessivamente una parte consistente delle infezioni rilevate nell'area Ue/See.
Il dato italiano va, però, letto anche alla luce dell'andamento più recente. Dopo il picco di 171 casi raggiunto ad aprile, le notifiche hanno iniziato a diminuire. A luglio l'Italia ha registrato 29 casi, contro i 61 della Bulgaria, diventando così il secondo Paese per numero di nuove infezioni nel mese. L'Ecdc invita comunque alla cautela nell'interpretare il calo, perché i dati relativi ai mesi più recenti possono essere modificati a seguito di ritardi nelle notifiche.
A luglio 118 casi in 13 Paesi -
Il solo mese di luglio ha fatto registrare 118 casi nell'area Ue/See. Tredici Paesi hanno segnalato almeno un'infezione, mentre 16 non ne hanno notificata nessuna. Dopo la Bulgaria, che con 61 casi ha registrato il dato mensile più alto, si trovano proprio l'Italia con 29 casi, la Spagna e la Polonia con sette ciascuna e il Belgio con quattro. Il quadro conferma quindi una circolazione non uniforme del virus sul territorio europeo.
I bambini piccoli tra le fasce più colpite -
Particolarmente elevati sono i tassi di notifica tra i bambini più piccoli. Nel periodo di dodici mesi analizzato dall'Ecdc, il tasso più alto è stato osservato nei bambini sotto l'anno di età, con 59,3 casi per milione di abitanti. Seguono i bambini tra uno e quattro anni, con 28,6 casi per milione. Su 2.052 persone per le quali erano disponibili sia l'età sia le informazioni sullo stato vaccinale, il 73,1% non risultava vaccinato. Il 15,8% aveva ricevuto una sola dose, mentre il 9% aveva ricevuto almeno due dosi; per il restante 2% il numero di dosi non era noto.
La vaccinazione resta centrale -
L'Ecdc collega la possibilità di interrompere la circolazione del morbillo alla necessità di mantenere elevate coperture vaccinali. Per ottenere una protezione sufficiente a livello di popolazione, la soglia indicata è almeno il 95% per entrambe le dosi. Il problema riguarda diversi Paesi europei. Secondo i dati riportati dall'Ecdc, nel 2024 soltanto quattro Paesi Ue/See — Cipro, Ungheria, Islanda e Portogallo — avevano raggiunto almeno il 95% di copertura sia per la prima sia per la seconda dose.
Per l'Italia, il dato relativo alla seconda dose resta, invece, al di sotto di quella soglia. La questione della copertura vaccinale è particolarmente importante per una malattia altamente contagiosa come il morbillo: l'Organizzazione mondiale della sanità ricorda che il virus può provocare complicazioni anche gravi e che la vaccinazione rappresenta uno degli strumenti fondamentali per prevenirne la diffusione.
La maggior parte dei contagi è legata alla trasmissione locale -
Un altro elemento evidenziato dal monitoraggio europeo riguarda l'origine delle infezioni. Nei dodici mesi considerati, 222 casi sono stati classificati come importati, cioè associati a un'esposizione avvenuta fuori dal Paese che ha segnalato il contagio. Altri 163 erano collegati a casi importati, mentre 929 risultavano acquisiti localmente. Per 1.025 casi l'informazione sull'importazione non era disponibile. Il dato mostra che la circolazione del morbillo in Europa non dipende soltanto dai casi provenienti dall'estero, ma anche dalla possibilità che il virus continui a trasmettersi all'interno delle comunità.
E negli Stati Uniti? -
Il quadro europeo arriva mentre anche gli Stati Uniti stanno affrontando una forte recrudescenza del morbillo. I numeri americani citati nell'agenzia vanno però tenuti distinti dal monitoraggio europeo: si tratta di sistemi di sorveglianza differenti e di periodi temporali non perfettamente sovrapponibili.
In Europa, intanto, il dato più recente dell'Ecdc mostra un rallentamento delle notifiche rispetto ai mesi precedenti, ma anche una circolazione ancora presente in diversi Paesi. Per l'Italia, i 640 casi nei dodici mesi fino a luglio fanno del nostro Paese quello con il maggior numero assoluto di notifiche nel periodo considerato.
Anche la rosolia sotto osservazione -
Lo stesso rapporto Ecdc monitora anche la rosolia. Nel luglio 2026 sono stati segnalati otto casi da tre Paesi: cinque in Polonia, due in Italia e uno in Germania. Nell'intero periodo compreso tra agosto 2025 e luglio 2026, i casi notificati sono stati 81 in 29 Paesi dell'Ue/See. La Polonia concentra la maggior parte delle segnalazioni, con 63 casi, seguita da Germania e Italia con sette ciascuna. Anche per la rosolia, l'Ecdc non ha registrato decessi nel periodo analizzato.