Ad agosto 2026, il totale dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 3,4% su base annua, in accelerazione rispetto alla variazione registrata il mese precedente (+3,3%), proseguendo il percorso di crescita dei prestiti iniziato a marzo 2025 e tornato ai livelli di ottobre 2022. Le nuove operazioni di finanziamento alle imprese è diminuito al 3,66% (-0,13% rispetto al mese precedente). È quanto emerge dal Rapporto mensile dell'Abi. Per le famiglie è il ventesimo mese di incremento e per le imprese è il quattordicesimo.
Il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato il 4,19% (+0,02% rispetto al mese precedente), il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è aumentato al 3,56% (+0,16% rispetto al mese precedente), una tendenza destinata a salire nei prossimi mesi per effetto delle decisioni sui tassi prese dalla Bce e data la rinnovata crescente incertezza del quadro geopolitico che proietta più a lungo termine la necessità di interventi che arginino l'inflazione.
Il direttore generale dell'Abi, Gianfranco Torriero ha sottolineato che "ormai i tre quarti dei mutui già sottoscritti sono nella forma del tasso fisso, immunizzando così le famiglie dall'incremento dei tassi di interesse a differenza di quanto accaduto nel 2006 2007 quando i mutui a tasso variabile erano la quota principale". Più in generale, spiega ancora il dg dell'Abi, sarà poi necessario vedere cosa accadrà in uno scenario che in questo momento appare in peggioramento con una dinamica del pil "non brillantissima" e un deterioramento delle attese degli imprenditori e come influirà sull'operatività delle imprese. E "bisognerà poi vedere quale sarà il riflesso sulla rischiosità complessiva del portafoglio".
Intanto, la raccolta diretta complessiva ad agosto è risultata in aumento del 2,3% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024 ed ha raggiunto i 2.152,6 miliardi. I depositi, nelle varie forme, sono cresciuti dell'1,8% su base annua (+2,4% il mese precedente) mentre la raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni è aumentata del 6,0% rispetto ad un anno prima (+5,7% nel mese precedente).
La raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi dalle banche, ha presentato un incremento di 45 miliardi tra luglio 2025 e luglio 2026. Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso è stato l'1,73%. Per quanto riguarda infine i crediti deteriorati netti a luglio ammontavano a 28 miliardi di euro, da 28,6 miliardi di marzo 2026 (29,1 miliardi a dicembre 2025). Al loro livello massimo nel 2015 erano di 196,3 miliardi.