Quel borbottio del risveglio, quando per sapere che il caffè era pronto bastava ascoltare, sta scomparendo. Prima un silenzio, poi quel suono inconfondibile della moka, e infine il profumo. Un rito sacro, oltre che un'abitudine. Eppure, anche questa liturgia, sta per diventare solo un ricordo. Oggi può bastare un clic. O persino uno smartphone.
Addio rito romantico - La moka resta nelle cucine, ma accanto a lei crescono macchine a capsule, a cialde e automatiche sempre più sofisticate. E il caffè, da gesto quasi automatico, diventa qualcosa da personalizzare. Secondo YouGov, il caffè è ormai presente nell'86% delle famiglie italiane: 22,6 milioni di nuclei lo hanno acquistato almeno una volta, il dato più alto degli ultimi tre anni. Ma mentre la tazzina continua a essere una certezza, cambia il suo backstage. Nel quarto trimestre 2024 il 50,6% delle famiglie possedeva una macchina a capsule e il 26,4% una macchina a cialde.
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La moka contro il pulsante - La vecchia caffettiera italiana aveva una sua piccola liturgia: riempire l'acqua, dosare il macinato, chiudere la moka, accendere il fuoco e aspettare. Oggi quel tempo può essere ridotto a pochi secondi. E non è soltanto una questione di comodità. Le nuove macchine promettono di trasformare il caffè in un'esperienza su misura. Secondo Kantar, il 40% dei consumatori considera la qualità in tazza uno dei principali driver di scelta e il 34% attribuisce importanza alla possibilità di personalizzare la preparazione.
Un caffè su misura - Il caffè, dunque, diventa sempre meno standardizzato. C'è chi lo vuole corto, chi lungo, chi intenso, chi con il latte, chi con la schiuma. E la macchina comincia a fare quello che una volta si chiedeva al barista. Non a caso, il 35% delle occasioni di consumo con una macchina da caffè domestica prevede oggi l'utilizzo del cappuccinatore integrato. Il bar, lentamente, si è trasferito in cucina.
Capsule, cialde e un nuovo modo di scegliere - I numeri di Circana fotografano bene questo passaggio. Tra il 2022 e il 2026 il macinato tradizionale è passato dal 67,5% al 54,4% dei consumi complessivi in tazze, perdendo 13,1 punti percentuali. Nello stesso periodo le capsule sono salite dal 15,1% al 20,5%, con una crescita del 41,6%. Ancora più evidente la crescita delle cialde, passate dal 4,5% al 10,1% dei volumi, mentre il caffè in grani è salito dal 6,8% all'8,9%, sostenuto dalla diffusione delle macchine automatiche. Sono numeri che raccontano una trasformazione molto quotidiana: la scelta del caffè si sposta dal barattolo alla macchina. Non si decide più soltanto quale miscela comprare, ma anche quale formato utilizzare e quale tecnologia mettere al lavoro.
E adesso ci pensa anche lo smartphone - L'ultimo capitolo è quello delle macchine intelligenti che riconoscono automaticamente la capsula e preparano diverse tipologie di caffè e bevande con un solo tocco. Attraverso un'app è inoltre possibile personalizzare la preparazione. E così, persino il rito più analogico della cucina italiana finisce, e forse si svilisce, dentro un ecosistema digitale.