Era solito pubblicare contenuti di sangue sui social il 13enne che ha accoltellato la prof a scuola, alla periferia est di Roma. Come scrive Il Messaggero, il ragazzino, sul suo profilo TikTok di nome "Stufa" seguito dal simbolo di un elmetto, avrebbe pubblicato video particolarmente crudi, legati a omicidi, suicidi ed episodi violenti. A destare ulteriori interrogativi ci sarebbe, inoltre, un contenuto comparso intorno alle tre del mattino sul suo profilo: un video con lo sfondo completamente nero e la frase "-5 hours", ossia "meno cinque ore". Una sorta di countdown.
Cosa pubblicava sui social -
Il profilo TikTok del ragazzino, seguito da più di 4mila persone, ora non risulta più raggiungibile. I video pubblicati, stando a quanto ricostruito da Il Messaggero, mostravano immagini di estrema violenza: persone decapitate, vittime colpite alla testa e giovani che si toglievano la vita. In uno dei contenuti, inoltre, il ragazzino avrebbe definito come "eroe" un ragazzo responsabile di un accoltellamento avvenuto all'interno di una scuola dell'infanzia.
La True Crime Community -
Il 13enne si dichiarava appartenente alla TCC, la True Crime Community, ambiente online frequentato soprattutto da giovani interessati a casi criminali, assassini e tragedie violente. Una parte di questa comunità sarebbe attiva anche su Telegram.
Un conoscente del ragazzino: "Ho sempre pensato fosse matto" -
Il quotidiano romano ha raccolto anche la testimonianza di un conoscente del ragazzino. "Ho sempre pensato che fosse matto", ha raccontato, specificando di essere uscito con lui una volta. Il 13enne viene definito come "mezzo asociale" ma molto attivo sui social. Una volta, spiega, "prese l'angioletto del memoriale dedicato a una vittima di femminicidio e cominciò a farlo volare e saltare, a giocarci. Io gli dicevo che era una mancanza di rispetto e lui rispondeva che scherzava".