Nel Mar Rosso

La Fregata Bergamini scorta il mercantile italiano a Bab el-Mandeb

L'imbarcazione è impegnata nell'operazione europea Aspides. Lo Stretto è bloccato e sotto il controllo degli Houthi

© Ansa | Fregata Bergamini  

© Ansa| Fregata Bergamini  

Nelle ultime ore, la fregata Carlo Bergamini, impegnata nell'operazione europea Aspides, ha accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord. Lo comunica la Marina militare, secondo cui "l'attività rientra nei compiti affidati alle forze navali dell'operazione Aspides". Per la Marina militare si tratta di "un segnale concreto, arrivato con ottimo tempismo, dell'importanza di mantenere alta l'attenzione sulla sicurezza della navigazione commerciale nell'area", dopo la proposta del ministero della Difesa Guido Crosetto nelle scorse ore di attuare un piano nazionale per scortare i cargo italiani che provano ad attraversare lo Stretto, bloccato e sotto il controllo degli Houthi.

Dove si trova lo stretto -

  Dopo gli avanzamenti militari degli ultimi giorni gli Houthi controllano ora lo stretto di Bab el Mandeb, tra lo Yemen, nella penisola arabica, e le coste africane di Gibuti ed Eritrea, e collega il mar Rosso con l'oceano Indiano. È sul lato opposto della penisola arabica rispetto allo stretto di Hormuz, e rappresenta è uno dei punti nevralgici per il passaggio delle rotte petrolifere marittime mondiali. 

Perché è strategico Bab el-Mandeb -

  Lo stretto di Bab el Mandeb è fondamentale perché è una delle più importanti porte di ingresso (la parola bab in arabo significa porta) marittime tra Asia ed Europa. Una nave proveniente dall'Asia può attraversare Bab el Mandeb, risalire il Mar Rosso e raggiungere il Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. Da Bab el Mandeb passa il 12 per cento del commercio mondiale, e con la guerra in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz per mano dell'Iran, è diventato ancora più essenziale. Gli Houthi hanno dichiarato che il traffico attraverso lo stretto di Bab el Mandeb rimane "libero e sicuro" per tutte le imbarcazioni ad eccezione di quelle saudite. Ma se il passaggio marittimo dovesse chiudersi, le navi dovrebbero scegliere percorsi più lunghi, con tempi e costi che schizzerebbero alle stelle. Il rischio naturalmente non riguarda soltanto il petrolio ma tutte le merci.

La tregua proposta da Riad -

  In questi mesi, l'Arabia Saudita ha deviato verso il mar Rosso gran parte del petrolio che prima esportava tramite il golfo Persico. Almeno fino a questa mattina. Perché - secondo diverse indiscrezioni giornalistiche - Riad avrebbe comunicato ai raffinatori europei che non riceveranno greggio il prossimo mese, dopo l'attacco con droni che ha costretto alla chiusura dell'East-West Pipeline, l'oleodotto che collega i giacimenti dell'est del Paese al porto di Yanbu, sul Mar Rosso. La riduzione riguarda le forniture di petrolio previste dai contratti a lungo termine. Il Regno guidato da Bin Salman tenta di portare avanti un dialogo con gli Houthi yemeniti, proponendo loro di raggiungere una tregua, stando a quanto riporta il quotidiano libanese al-Akhbar, vicino a Hezbollah. La proposta sarebbe giunta agli Houthi tramite mediatori omaniti, dopo diversi giorni di contatti tra l'Arabia Saudita, gli Stati Uniti, l'Egitto, il Pakistan e l'Oman. Secondo al-Akhbar, gli Houthi si sono mostrati scettici nei confronti dell'offerta, auspicando una "soluzione definitiva e completa al conflitto".