Nel Mar Rosso

Fregata Bergamini scorta mercantile italiano a Bab el-Mandeb | Crosetto: "Ue rafforzi missione Aspides" | Tajani: "Fare di più contro gli Houthi"

Il ministro della Difesa ha mandato una lettera all'Alta rappresentante Ue Kallas. Il presidente americano Donald Trump: "Stiamo parlando con gli Houthi, vogliono vedere se possiamo fare un accordo"

© Ansa

© Ansa

Nelle ultime ore, la fregata Carlo Bergamini, impegnata nell'operazione europea Aspides, ha accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord. Lo comunica la Marina militare, secondo cui "l'attività rientra nei compiti affidati alle forze navali dell'operazione Aspides". Per la Marina militare si tratta di "un segnale concreto, arrivato con ottimo tempismo, dell'importanza di mantenere alta l'attenzione sulla sicurezza della navigazione commerciale nell'area", dopo la proposta del ministero della Difesa Guido Crosetto nelle scorse ore di attuare un piano nazionale per scortare i cargo italiani che provano ad attraversare lo Stretto, bloccato e sotto il controllo degli Houthi. Intanto il ministro della Difesa Crosetto ha scritto all'Alta rappresentante dell'Unione europea Kaja Kallas chiedendo di rafforzare la missione Aspides attraverso l'invio di altre navi militari da parte dei Paesi Ue. L'Italia, a quanto si apprende, sarebbe disponibile a mettere a disposizione anche una seconda fregata, qualora fosse necessario, chiedendo però agli altri Stati di contribuire ai costi dell'operazione. Kallas, secondo fonti europee, ha ricevuto la lettera del ministro. Anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto sulla questione, auspicando che l'Europa "faccia di più" contro gli Houthi".

Dove si trova lo stretto -

 Dopo gli avanzamenti militari degli ultimi giorni gli Houthi controllano ora lo stretto di Bab el Mandeb, tra lo Yemen, nella penisola arabica, e le coste africane di Gibuti ed Eritrea, e collega il mar Rosso con l'oceano Indiano. È sul lato opposto della penisola arabica rispetto allo stretto di Hormuz, e rappresenta è uno dei punti nevralgici per il passaggio delle rotte petrolifere marittime mondiali. 

Perché è strategico Bab el-Mandeb -

 Lo stretto di Bab el Mandeb è fondamentale perché è una delle più importanti porte di ingresso (la parola bab in arabo significa porta) marittime tra Asia ed Europa. Una nave proveniente dall'Asia può attraversare Bab el Mandeb, risalire il Mar Rosso e raggiungere il Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. Da Bab el Mandeb passa il 12 per cento del commercio mondiale, e con la guerra in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz per mano dell'Iran, è diventato ancora più essenziale. Gli Houthi hanno dichiarato che il traffico attraverso lo stretto di Bab el Mandeb rimane "libero e sicuro" per tutte le imbarcazioni ad eccezione di quelle saudite. Ma se il passaggio marittimo dovesse chiudersi, le navi dovrebbero scegliere percorsi più lunghi, con tempi e costi che schizzerebbero alle stelle. Il rischio naturalmente non riguarda soltanto il petrolio ma tutte le merci.

La tregua proposta da Riad -

 In questi mesi, l'Arabia Saudita ha deviato verso il mar Rosso gran parte del petrolio che prima esportava tramite il golfo Persico. Almeno fino a questa mattina. Perché - secondo diverse indiscrezioni giornalistiche - Riad avrebbe comunicato ai raffinatori europei che non riceveranno greggio il prossimo mese, dopo l'attacco con droni che ha costretto alla chiusura dell'East-West Pipeline, l'oleodotto che collega i giacimenti dell'est del Paese al porto di Yanbu, sul Mar Rosso. La riduzione riguarda le forniture di petrolio previste dai contratti a lungo termine. Il Regno guidato da Bin Salman tenta di portare avanti un dialogo con gli Houthi yemeniti, proponendo loro di raggiungere una tregua, stando a quanto riporta il quotidiano libanese al-Akhbar, vicino a Hezbollah. La proposta sarebbe giunta agli Houthi tramite mediatori omaniti, dopo diversi giorni di contatti tra l'Arabia Saudita, gli Stati Uniti, l'Egitto, il Pakistan e l'Oman. Secondo al-Akhbar, gli Houthi si sono mostrati scettici nei confronti dell'offerta, auspicando una "soluzione definitiva e completa al conflitto". Sul fronte diplomatico si muovono anche gli Stati Uniti. Donald Trump ha confermato che Washington è in contatto con gli Houthi per verificare la possibilità di raggiungere un'intesa. "Stiamo parlando con gli Houthi, vogliono vedere se possiamo fare un accordo", ha detto il presidente americano in un'intervista a NewsNation.

Tajani: "Ue faccia di più contro gli Houthi" -

 Lo Stretto di Bab el Mandeb "è particolarmente importante" per l'Italia - Paese esportatore - "perché il 40 per cento del trasporto marittimo italiano passa attraverso il Mar Rosso", ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante l'evento "Itaca" a Formello. "Per proteggere il nostro traffico marittimo", ha ricordato Tajani, "abbiamo due missioni europee", Aspides e Atalanta, e "stiamo facendo tutto ciò che è in nostro potere per proteggere le esportazioni". Per quanto riguarda l'operazione Aspides, per la protezione del traffico marittimo, "chiediamo che l'Europa faccia di più'", altrimenti "saremo costretti da soli ad accompagnare le nostre navi, cioè prolungare la missione europea fino alla fine del Mar Rosso, quindi fino a Bab el Mandeb". "C'è un'interlocuzione con l'Unione europea, io mi auguro che facciano in fretta a sostenerci" e "che possano rinforzare la missione", ha aggiunto Tajani, precisando che esistono due opzioni per farlo: o chiedendo ad altri Stati dell'Unione europea di mandare altre navi oppure finanziando l'Italia perché metta le navi. "Sono due opzioni per noi equivalenti, però l'importante è proteggere le navi", ha concluso.