Financialounge.com

Rialzo dei tassi Fed: la questione cruciale è fino a che punto si spingerà questo ciclo

Secondo Salman Ahmed (Fidelity International) il percorso futuro della politica monetaria continuerà a dipendere dai dati ma questo ciclo di inasprimento potrebbe avere ancora strada da percorrere

 | 55532673699_17600bc0d8_o (1)

Secondo Salman Ahmed, Global Head of Macro e Strategic Asset Allocation di Fidelity International, il messaggio emerso nella riunione del Federal Open Market Committee (FOMC), in cui è stato deciso l'aumento dei tassi di interesse (ampiamente previsto) di 25 punti base, appare piuttosto semplice. “La Fed ha ripreso il ciclo di inasprimento, il comitato è unito e i ‘dots’ suggeriscono che il ciclo non sia ancora terminato. Ancora più importante, la Fed prevede ora un periodo molto più lungo di prezzi al consumo superiore all'obiettivo, in linea con il regime di inflazione strutturale che abbiamo integrato nelle nostre ipotesi sui mercati dei capitali” spiega il manager.

POLITICA MONETARIA DIPENDENTE DAI DATI
Ahmed ammette che il percorso futuro della politica monetaria statunitense continuerà a dipendere dai dati. Tuttavia, se il ciclo di investimenti nell'intelligenza artificiale proseguirà agli attuali ritmi e l'inflazione resterà persistente, non esclude che questo ciclo di inasprimento possa avere ancora strada da percorrere. Una convinzione la sua che parte da quanto è emerso nell’ultima riunione del FOMC, in cui l'intero Comitato ha giustificato una politica monetaria più restrittiva alla luce dell’inflazione e della resilienza dell’attività economica. Le proiezioni economiche (in base al “dot” mediano) indicano un ulteriore rialzo nel 2026 e nessun taglio dei tassi nel 2027. Ancora più significativo, l'inflazione non dovrebbe tornare all'obiettivo del 2% prima del 2029.

INFLAZIONE PIU’ PERSISTENTE
Previsioni della Fed che, se confermate, comporterebbero per gli Stati Uniti un percorso di circa otto anni con un’inflazione superiore all’obiettivo prima che venga ripristinata la stabilità dei prezzi. “Nelle nostre ipotesi di lungo periodo sui mercati dei capitali, da tempo prevediamo che l’inflazione rimanga più persistente e si assesti al di sopra dei livelli a cui gli investitori si erano abituati dopo la crisi finanziaria globale” spiega Ahmed.

COME E’ CAMBIATA LA STRUTTURA DELL’ECONOMIA
L'inflazione sta impiegando più tempo a diminuire perché è cambiata la struttura stessa dell'economia. I prezzi al consumo sono destinati a rimanere più persistenti per la frammentazione geopolitica, la sicurezza energetica, l’aumento dell’impronta fiscale, la duplicazione delle catene di approvvigionamento e l'elevata intensità di capitale del ciclo di investimenti nell'intelligenza artificiale. Resta il fatto che la sensazione emersa è che Fed considera ancora i tassi d'interesse inferiori al livello neutrale di breve termine. “I prezzi al consumo rimangono troppo elevati e la banca centrale statunitense ha bisogno di prove più evidenti che si stiano avvicinando all’obiettivo con sufficiente rapidità. Fino ad allora, l’orientamento rimane verso una politica più restrittiva” puntualizza il manager di Fidelity International.

FINO A CHE PUNTO SI POTRA’ SPINGERE QUESTO CICLO
Ahmed segnala inoltre la contrazione dei rendimenti dei titoli del Tesoro a lunga scadenza nonostante il rialzo dei tassi e il tono restrittivo del dot plot. “Per quanto sia troppo presto per trarre conclusioni definitive sulla credibilità, i mercati sembrano non aver interpretato la riunione come un fattore in grado di aumentare il rischio inflazionistico di lungo periodo” afferma il manager convinto che, comunque, la questione più importante riguardi fino a che punto si spingerà questo ciclo.

L’IPOTESI DI LAVORO DI FIDELITY
L’ipotesi di lavoro di Fidelity continua a essere quella di un ciclo composto da tre o quattro rialzi dei tassi, piuttosto che da un singolo aggiustamento. Tenendo tuttavia conto della tenuta del ciclo di investimenti in capitale legato all'intelligenza artificiale. “Questi ultimi stanno sostenendo oggi la domanda, pur avendo il potenziale di aumentare la produttività nel tempo. Se invece gli investimenti in conto capitale legati all'intelligenza artificiale dovessero rallentare significativamente, il quadro cambierebbe rapidamente. La crescita economica diventerebbe più vulnerabile a ulteriori strette e la Fed sarebbe costretta a rivalutare l'equilibrio dei rischi” conclude Ahmed.