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Bab el-Mandeb, cos'è e perché lo stretto controllato dagli Houthi è così strategico

Collega il Mar Rosso all'Oceano Indiano ed è una porta d'accesso per il Canale di Suez

© Tgcom24

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Dove si trova Bab el-Mandeb? -

 Lo stretto di Bab el-Mandeb si trova tra lo Yemen, nella penisola arabica, e le coste africane di Gibuti ed Eritrea. Collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden infine l'Oceano Indiano. Nella parte più stretta arriva a misurare solo 29 chilometri. Al centro si trova l'isola di Perim, chiamata Mayyun in arabo, che divide il passaggio delle navi in due grandi canali distinti. 

Perché è strategico? -

 Al giorno d'oggi è una delle più importanti porte (la parola bab in arabo significa porta) marittime tra Asia ed Europa. Una nave proveniente dall'Asia può attraversare Bab el-Mandeb, risalire il Mar Rosso e raggiungere il Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. Attraverso Bab el-Mandeb passa circa più del 10% del commercio mondiale.

Chi lo controlla? -

 Gli Houthi, milizia alleata e sostenuta dall'Iran. Il gruppo controlla da anni la capitale yemenita Sana'a e buona parte del nord dello Yemen. Nelle ultime settimane ha conquistato nuovi territori tra cui isole strategiche per il controllo della navigazione. Tra i territori occupati c'è proprio Perim.

Le navi possono passare? -

 Gli Houthi hanno dichiarato che il traffico attraverso lo stretto rimane "libero e sicuro" per tutte le imbarcazioni ad eccezione di quelle saudite. Il nodo del problema è che il passaggio in quella piccola porzione di mare era considerato rischioso già ben prima dell'ultima escalation.

Cosa c'entra il petrolio? -

 Con lo Stretto di Hormuz chiuso (o comunque compromesso) dall'Iran, l'Arabia Saudita ha spostato una parte sempre maggiore delle proprie esportazioni di petrolio verso il Mar Rosso. Il greggio viene trasportato attraverso il Paese fino al porto di Yanbu (in Arabia Saudita) e da lì caricato sulle petroliere. Per raggiungere l'Asia, però, quelle navi devono per forza passare da Bab el-Mandeb. 

Cosa succederebbe se chiudesse? -

 Le navi dovrebbero scegliere percorsi più lunghi, con tempi e costi che schizzerebbero alle stelle. Il rischio naturalmente non riguarda soltanto il petrolio ma tutte le merci.

Perché si chiama "Porta delle Lacrime"? -

 Il nome Bab el-Mandeb viene tradotto come "Porta delle Lacrime" o "Porta del lamento". Il riferimento sarebbe legato alla pericolosità che storicamente caratterizza la navigazione in questa zona dovuta alla presenza di forti correnti, venti, scogli e secche.

Cosa vuole fare l'Italia? -

 Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato che l'Italia intende muoversi autonomamente affinché le proprie navi possano attraversare Bab el-Mandeb senza attendere le decisioni della missione europea Aspides. "Abbiamo deciso, con il capo di Stato maggiore, di non aspettare che sia Aspides a decidere se le navi possono passare o meno", ha detto Crosetto. 

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