Se sei uno studente e i soldi in tasca sono pochi, c'è un ristorante ad Ancona, nel quartiere Piano, dove hamburger e patatine sono gratis, il lunedì a pranzo. Non bisogna spiegare nulla a nessuno, nessun modulo da compilare: basta solo fare una telefonata in anticipo. Dietro il bancone, non c'è una catena con un ufficio marketing dietro, ma c'è Hakim Gafour, curdo siriano in Italia dal 2015: scappato da una guerra che gli aveva già portato via tutto, il 51enne ha ottenuto l'asilo politico e conosce bene il valore della solidarietà.
Un panino non è solo un panino -
Non c'è nulla di retorico nell'iniziativa di Hakim Gafour, ma solo la volontà di aiutare chi ha bisogno. Sopravvissuto a cinque giorni di mare su una barca di 20 metri, il 51enne vuole solo essere utile: "Credo che sia una cosa importante per tutte le comunità che vivono nel quartiere - racconta all'Ansa - Il nostro vuole essere un aiuto a chi è in difficoltà, ci sono tanti minori che non possono permetterselo". Nessuna fila umiliante, solo una telefonata per dire in quanti si è e cosa si desidera, così in cucina si organizzano senza sprechi e chi arriva trova il piatto già pronto, come un cliente qualunque. È un dettaglio che dice molto di questa storia, dove il rispetto della dignità è considerato fondamentale.
La stessa idea, ma un altro mestiere -
Chi pensa che si tratti di un'operazione isolata, un gesto simbolico da raccontare una volta e archiviare, non ha capitochi è Hakim Gafour: nello stesso quartiere è titolare anche di un salone da parrucchiere, dove il martedì i tagli di capelli sono gratuiti per i pensionati in difficoltà economica, con lo stesso meccanismo di prenotazione. "Sono venute molte persone a chiedere di tagliarsi i capelli. Chiamano per registrarsi e vengono ogni martedì" ha raccontato. Due esercizi commerciali, due giorni della settimana, due generazioni agli estremi opposti della fragilità economica - i ragazzi che studiano e gli anziani che hanno smesso di lavorare - tenute insieme dalla stessa convinzione: "Dobbiamo aiutare gli altri. Ci sono tante persone che ne hanno bisogno, e c'è anche chi è molto ricco che però non vuole aiutare".
Cinque giorni di mare per continuare a vivere -
Per capire da dove nasce questa ostinazione a restituire, bisogna tornare al 2011, quando in Siria scoppia la guerra. Hakim Gafour scappa in Turchia, lasciandosi alle spalle tutto quello che aveva. Lavora quello che può, mette da parte i soldi, e poi sale su un'imbarcazione di 20 metri diretta verso il sud Italia: cinque giorni di navigazione, l'esito tutt'altro che scontato. "La nostra strada era questa: prendersi il rischio di morire per continuare a vivere. Non c'era altra soluzione" racconta. È in Italia dal 2015, ha ottenuto l'asilo politico, si è ricongiunto con la famiglia, che oggi vive con lui ad Ancona. Da rifugiato a datore di lavoro, da chi ha ricevuto aiuto a chi lo distribuisce ogni settimana, gratis, attraverso un hamburger o una forbice.