VITA MIA QUANTO MI COSTI

Dal bollo auto (ora abolito) alle accise sui carburanti, fino all'Imu e alla Tari: quali sono le tasse più odiate dagli italiani?

I contribuenti, che già si sentono oppressi dall'elevato carico fiscale, non hanno mai digerito l'imposizione di alcuni "balzelli" considerati pura burocrazia. Tra questi, la marca da bollo, la Tari, il canone Rai e l'Iva

© Tgcom24

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Sono lontani i tempi in cui Tommaso Padoa-Schioppa, ex ministro dell'Economia, affermava in una trasmissione tv che "le tasse sono una cosa bellissima". L'allora esponente del governo Prodi II intendeva dire che il contributo fiscale è un atto di civiltà, perché permette di finanziare servizi indispensabili per la collettività, ma le sue parole, pronunciate in un Paese dove la pressione fiscale è fortissima, scatenarono polemiche. Del resto gli italiani, che già si sentono oppressi dall'eccessivo carico fiscale, non hanno mai digerito l'imposizione di alcuni "balzelli" considerati pura burocrazia. Tra queste il bollo auto, abolito dal governo Meloni per i veicoli a 80 kW. Ma quali sono le tasse e imposte più odiate tra quelle ancora in vigore?

Imu -

 Se esistesse una classifica delle tasse più invise agli italiani, quella sulla casa sarebbe certamente nelle primissime posizioni. La "battaglia" per l'abolizione delle imposte comunali sugli immobili è di lunga data: come non ricordare la "famigerata" Ici, in vigore dal 1993 al 2011, che aveva come presupposto impositivo la proprietà di fabbricati e terreni agricoli ed edificabili in Italia. L'ex presidente del Consiglio e leader di Forza Italia Silvio Berlusconi fece dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa una delle sue principali proposte politiche. E riuscì anche a tradurla in realtà, nel 2008, durante il suo quarto governo.

Poi, nel 2012, è arrivata l'Imu (Imposta municipale unica): la pagano i proprietari di seconde case, negozi, uffici, capannoni. Non si paga sulla prima casa, a patto che l'immobile sia adibito ad abitazione principale e che non sia un immobile di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9). La tassa è particolarmente odiata perché si paga sul semplice possesso di un immobile.

Tari -

 Come non citare anche la Tari, ossia la tassa comunale sui rifiuti. Serve, appunto, a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento (talvolta percepito come insoddisfacente). La tassa è dovuta da chi possiede od occupa locali o aree che possono produrre rifiuti. Spesso l'importo viene considerato elevato rispetto alla quantità di rifiuti effettivamente prodotta. Non solo: la Tari va pagata anche se si producono pochi rifiuti.

Accise sui carburanti -

 In tempi di guerra in Iran con conseguente rialzo del prezzo dei carburanti, le accise su benzina e gasolio sono tornate a essere un tema scottante. Le accise sono imposte indirette che gravano sulla produzione, sulla fabbricazione o sul consumo di specifici beni, come appunto i carburanti. Oggi, le tasse pesano per il 61,1% sul prezzo finale della benzina e per il 57,2% su quello del gasolio, secondo i dati forniti da Assoutenti. Il risultato è presto detto: l'Italia è uno dei Paesi con i prezzi sulla benzina più alti dell'Eurozona. Sull'imposta, tra l'altro, si applica anche l'Iva: una sovrapposizione percepita come una "tassa sulla tassa".

Le accise sono state utili a rispondere a emergenze come terremoti, guerre, crisi migratorie o a finanziare missioni di pace internazionali. Ora però non avrebbe più motivo d'esistere, poiché sono decaduti i motivi che ne avevano decretato la necessità. Nel 1995 furono però inglobate in un'unica tassa indifferenziata, senza più riferimenti alle originali motivazioni per cui furono introdotte, da un decreto del governo guidato da Lamberto Dini. E con la Legge di Stabilità del 2013, varata dal governo guidato da Enrico Letta, sono diventate tasse strutturali. Questa condizione rende difficile l'ipotesi di abolirne selettivamente alcune: per toglierle, infatti, bisognerebbe eliminarle tutte, creando una voragine nei conti dello Stato.

Irpef e addizionali locali -

 L'Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) è una tassa che si paga sui redditi complessivi posseduti dalle persone fisiche residenti in Italia. Pesano meno nell’immaginario simbolico, ma molto nella percezione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, perché è molto visibile in busta paga: viene infatti trattenuta direttamente dallo stipendio, insieme ad altri contributi e imposte. Le addizionali, che cambiano da territorio a territorio, sono tasse extra calcolate sullo stesso reddito e destinate alla propria Regione e al proprio Comune di residenza. Per il contribuente, dunque, sono un ulteriore prelievo sul reddito.

Tasse di successione -

 Le tasse di successione sono le imposte che si pagano quando, dopo la morte di una persona, i suoi beni e diritti passano agli eredi. Nel nostro Paese l'imposta dipende soprattutto da chi eredita e dal valore dei beni ereditati. Colpisce un momento delicato: arriva, infatti, in occasione del decesso di un familiare, quando gli eredi possono avere spese e difficoltà. Ed è, inoltre, una tassa su un patrimonio che il defunto aveva accumulato pagando già altre imposte.

Imposta di bollo su conti correnti -

 L'imposta di bollo sul conto corrente è dovuta per il semplice fatto di avere un conto corrente bancario o postale. È pari a 34,20 euro all'anno per le persone fisiche, ed è dovuta soltanto se la giacenza media supera i 5mila euro nel periodo di riferimento. È molto contestata perché scatta sul possesso del risparmio e non sul rendimento effettivamente ottenuto.

La marca da bollo -

 La marca da bollo è un contrassegno adesivo o un'imposta digitale che certifica il pagamento dell'imposta di bollo, necessaria per rendere validi atti, documenti e fatture. È di fatto una spesa extra (spesso di 2 o 16 euro) che si somma a quanto si deve già pagare. Per tantissimi contribuenti è solo burocrazia inutile, un balzello formale imposto dallo Stato per permettere al cittadino di accedere a documenti o diritti propri.

Canone Rai -

 Il canone di abbonamento alla televisione è dovuto da chiunque abbia un apparecchio tv e si paga una sola volta all'anno e una sola volta a famiglia, a condizione che i familiari abbiano la residenza nella stessa abitazione. Viene riscosso tramite la bolletta dell'elettricità: ciò perché l'utenza elettrica fa presumere la detenzione di un apparecchio ricevente. Il canone è obbligatorio e non dipende dal fatto che una persona guardi effettivamente i programmi Rai o li apprezzi.

Iva -

 Come non dimenticare l'Iva (Imposta sul valore aggiunto). È una tassa applicata alla maggior parte di beni e servizi che compriamo. In Italia l'aliquota ordinaria è pari al 22%, mentre per alcuni beni e servizi sono previste aliquote più basse. L'Iva, ovviamente, aumenta il prezzo finale: il consumatore paga dunque un importo maggiore rispetto al prezzo stabilito prima dell'applicazione dell'imposta. L'Iva grava su moltissime categorie merceologiche, dai prodotti tecnologici ed elettronici ai vestiti e le calzature, dai mobili ed elettrodomestici agli automobili e motocicli, dagli alimenti alle forniture di gas ed elettricità, dai servizi professionali ad alcuni medicinali, persino su prodotti per la prima infanzia (come latte in polvere, pannolini) e prodotti per l'igiene femminile (assorbenti).

Patrimoniale -

 Chiariamo subito: in Italia non è in vigore un'imposta patrimoniale generale e universale sul patrimonio netto delle persone fisiche. Ma l'ipotesi di una sua possibile introduzione, in senso progressivo, è sostenuta principalmente da partiti politici di sinistra, che vorrebbero introdurla sui cosiddetti "grandi patrimoni" per finanziare i servizi pubblici e ridurre le disuguaglianze economiche. Uno spauracchio, dunque, che periodicamente torna in auge. Meloni, al riguardo, è stata però chiara: "Mentre altri parlano di patrimoniali, noi aboliamo il bollo auto, una tassa sulla proprietà tra le più odiate dagli italiani".

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