Sono dieci i capi d'accusa a cui il maggiore dell'US Air Force Jason Watson deve rispondere per la protesta fatta il 1° luglio scorso durante una conferenza stampa al Campidoglio. Dopo aver criticato apertamente la politica militare del presidente Usa Donald Trump riguardo al Venezuela e all'Iran, Watson è salito sui gradini di Capitol Hill sollevando un cartello con scritto "Impeach. Convict. Remove" rivolte al tycoon. L'accusa più grave, però, non è la protesta in sé, ma il fatto lo abbia fatto indossando l'uniforme da ufficiale, cosa vietata, oltre che dal Dipartimento della Difesa, anche dal dall'articolo 88 dell'UCMJ (Uniform Code of Military Justice). In attesa dell'udienza preliminare del 18 settembre, che dovrà stabilire se esistano elementi sufficienti a una corte marziale, il maggiore Watson si trova in custodia cautelare militare.
Le accuse rivolte a Trump -
"Queste violazioni hanno causato la morte di 13 militari e il ferimento di centinaia di altri", ha detto Watson rivolgendosi al presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulle sue decisioni prese in politica estera su Venezuela e Iran. Secondo il maggiore, ordinare operazioni militari all'estero "senza una minaccia imminente e grave per gli interessi americani" equivale a "un'usurpazione incostituzionale dell'autorità del Congresso". Per l'ufficiale si tratta inoltre di una violazione della Clausola dei Poteri di Guerra. "Per questo motivo, il presidente e il vicepresidente devono essere messi sotto accusa, condannati e rimossi".
Quali accusa deve affrontare l'ufficiale militare -
L'udienza preliminare ai sensi dell'Articolo 32 del Codice di Giustizia Militare è prevista per i 18 settembre, durante la quale verrà valutato se esistano prove sufficienti per rinviarlo a una corte marziale. In totale sono dieci i capi d'accusa a cui Watson deve rispondere: due violazioni dell'Articolo 88, che punisce gli ufficiali che utilizzano parole sprezzanti nei confronti del presidente, del vicepresidente o di altri alti funzionari federali; cinque violazioni dell'Articolo 92, relative alla mancata osservanza di ordini legittimi; e tre violazioni dell'Articolo 133, che riguarda la condotta incompatibile con il rango e il prestigio di un ufficiale. In caso di condanna, il maggiore rischia sanzioni che vanno dal semplice rimprovero alla perdita di grado, stipendio e privilegi, fino al congedo disonorevole, alla detenzione e alla perdita dei benefici maturati durante il servizio.