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Caro-carburanti, dal 5 ottobre tornano le accise mobili: cosa sono e quanto fanno risparmiare sul pieno

Dopo una nuova proroga dei tagli, cambia il sistema di sostegno dopo la pubblicazione del dato sull'extragettito Iva di settembre

© Ansa

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"Il 5 ottobre non si va a zero" con lo sconto sulle accise "perché interviene nuovamente il meccanismo delle accise mobili", ha annunciato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del Cdm. "Questo governo - ha aggiunto - ha perfezionato, sistemato questo meccanismo delle accise mobili che era rimasto sulla carta, che ora è pienamente operativo. Significa che da quella data noi torniamo a riversare i maggiori proventi dello Stato per tornare ad abbassare il più possibile il prezzo, il costo alla pompa". Ecco allora come funzionano le accise mobili sui carburanti e quanto faranno risparmiare sul pieno.

Come funziona il meccanismo delle accise mobili? -

 Come ha spiegato direttamente la premier Giorgia Meloni dopo l'annuncio al termine del Cdm, "il meccanismo delle accise mobili significa che lo Stato non prende una lira dall'aumento, perché quello che prende in più dall'aumento del costo del carburante lo rimette per tagliare il prezzo alla pompa".

Accantonata, dunque, l'ipotesi degli aiuti selettivi sotto forma di buoni benzina, dopo una nuova e temporanea proroga del taglio delle accise sul diesel, che scende a 12,2 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre e poi dal 26 settembre fino al 5 ottobre viene dimezzato a 6,1 centesimi, misura più gestibile per il bilancio dello Stato, alla scadenza, una volta disponibile il dato sull'extragettito Iva di settembre, entra a regime il meccanismo delle accise mobili.

Se, dunque, fino ad ora, era il governo a stabilire di volta in volta, con un intervento finanziato dal bilancio pubblico, lo sconto sul rifornimento di carburanti, dal 5 ottobre il taglio verrà collegato al maggior gettito Iva prodotto dall'aumento del prezzo del petrolio e dei carburanti, come previsto da una normativa in vigore dal 2007. L'obiettivo è quindi restituire agli automobilisti parte delle maggiori entrate fiscali generate dai rincari.

Quanto si risparmia sul pieno? -

 Per valutare il valore di questa misura, è necessario considerare la differenza tra accisa e Iva. L'accisa è un'imposta applicata in misura fissa a ogni litro di carburante; l'Iva, invece, pari al 22%, è proporzionale al prezzo finale. Così, quando il prezzo della benzina o del diesel sale, aumenta automaticamente anche l'Iva incassata dallo Stato.

E' allora che una parte di quel maggior gettito può essere utilizzata per ridurre l'accisa. Il prezzo alla pompa verrebbe così compensato, almeno in parte, senza richiedere una copertura aggiuntiva di pari importo dal bilancio pubblico.

Per questo motivo, non è facile prevedere con precisione la portata del meccanismo sulle tasche degli automobilisti. In pratica, quanti centesimi verranno effettivamente restituiti dal 5 ottobre, perché l'entità dello sconto dipenderà dal maggior gettito Iva disponibile e dalle condizioni previste per l'attivazione del meccanismo.

I precedenti -

 Il sistema delle accise mobili, previsto, come detto, dal 2007, è stato utilizzato già nel 2026 per finanziare alcuni degli interventi temporanei contro il caro-carburanti.

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