Grave episodio di antisemitismo a Milano. Un rabbino sessantenne è stato picchiato e insultato da tre uomini, mentre aspettava il bus nella zona di Bande Nere. A denunciare l'episodio è Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica del capoluogo lombardo: "Una cosa così violenta non è mai successa".
L'aggressione: le botte, gli sputi e la fuga -
"Lo hanno preso a calci e pugni, gli hanno tolto il cappello, lo hanno calpestato e gli hanno sputato addosso", ha raccontato Meghnagi. "Da quello che mi hanno riferito si tratterebbe di tre persone di origine araba". Il rabbino sarebbe riuscito poi a fuggire e ad allertare le forze dell'ordine.
Indagini lampo -
La polizia, che indaga su quanto accaduto dopo la denuncia del rabbino, avrebbe già individuato gli aggressori. Un'indagine rapidisimma anche grazie alla prontezza di spirito del rabbino, che avrebbe fotografato gli uomini mentre scappavano. I tre sospettati sono stati condotti in questura per ulteriori accertamenti.
La paura della comunità ebraica -
"Purtroppo, all'indomani del 7 ottobre 2023, abbiamo assistito a una sorta di 'via libera' all'odio antiebraico - ha commentato il direttore del Museo della Brigata ebraica Davide Romano -, esploso persino prima della reazione militare di Israele a Gaza. Un clima velenoso che non può più essere tollerato". Dalla Brigata ebraica arriva "l'ennesimo accorato appello alla politica, e in particolare a certa sinistra: è indispensabile abbassare immediatamente i toni". A Milano le polemiche politiche relative alla guerra in Medio Oriente si fanno sentire da tempo e hanno raggiunto l'apice durante il corteo nazionale del 25 aprile quando alla Brigata ebraica non è stato permesso di sfilare da gruppi pro Palestina e da diversi cittadini. "Adesso è facile dire che quei tre uomini" che sarebbero responsabili dell'aggressione al rabbino "sono stati presi dalle forze dell'ordine ma quanto possono stare in giro per controllare che queste cose non accadano?", si chiede Meghagni.
La condanna bipartisan -
Il caso di antisemitismo ha scatenato un'ondata di condanna bipartisan dal mondo della politica. Il leader della Lega e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, sui suoi social ha definito la violenta aggressione "inaccettabile". "Da mesi denunciamo un clima di crescente antisemitismo, non possiamo aiutarci a tutto questo", denuncia il vicepremier. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nell'esprimere massima solidarietà alla vittima dell'atto antisemita, dichiara che la "recrudescenza di ripetute violenze a sfondo antisemita esige una risposta istituzionale e politica compatta e commisurata all'inquietante pericolo cui vengono esposti i valori essenziali della nostra convivenza civile". Maurizio Gasparri di Forza Italia invita a fronteggiare l'antisemitismo con "coraggio e determinazione". I dem Emanuele Fiano e Pietro Bussolati, quest’ultimo è consigliere regionale in Lombardia - invita il parlamento a proseguire il lavoro sul Ddl Antisemitismo. Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Consiglio regionale della Lombardia e componente della segreteria nazionale dem esprime "massima solidarietà al rabbino aggredito"; sulla stessa linea anche l deputato di Più Europa Benedetto Della Vedova. Il vicesegretario di Azione, Ettore Rosato sostiene che: "Nessuno deve avere paura di essere riconosciuto come ebreo nelle strade delle nostre città. L'antisemitismo va chiamato con il suo nome e contrastato senza ambiguità". Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d'Italia e vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali auspica che "i responsabili vengano al più presto rintracciati e puniti".
Meloni: "Antisemitismo piaga intollerabile" -
"Esprimo, a nome mio personale e del governo, la più sincera solidarietà al rabbino aggredito a Milano e a tutta la Comunità ebraica milanese. Un episodio vile e inaccettabile, che condanno con la massima fermezza. L’odio antisemita è una piaga che non possiamo e non vogliamo tollerare in alcuna forma e che continueremo a contrastare con determinazione", si legge in una nota della premier Giorgia Meloni.