Il piacere migliora col tempo

Sex appeal senza età: perché il desiderio femminile matura dopo i 40 anni

Una ricerca ha indagato il desiderio femminile nella vita adulta e per il 45% delle intervistate l'apice sessuale si raggiunge dai 40 anni in poi 

© Istockphoto

© Istockphoto

Il sex appeal non svanisce con gli anni: cambia forma, diventando consapevolezza, curiosità e libertà. È questa la fotografia che emerge dalla nuova ricerca di Ashley Madison, che ribalta uno dei cliché più radicati sulla sessualità femminile, cioè quello che lega intrinsecamente il desiderio alla giovane età. Il dato più significativo parla chiaro: il 45% delle intervistate ha dichiarato di aver raggiunto il proprio apice sessuale a 40 anni o più, segno che per molte donne la sessualità non solo continua nel tempo, ma diventa più autentica e appagante proprio con l'avanzare dell'età

Per decenni, la sessualità femminile è stata raccontata soprattutto attraverso l’amore romantico e la relazione di coppia, con molta meno attenzione a ciò che accade al desiderio durante o dopo il matrimonio, la maternità, le relazioni di lunga durata o i grandi cambiamenti della vita. Ma la realtà di oggi sembra raccontare una storia diversa.

A confermarlo è la nuova ricerca di Ashley Madison, piattaforma per incontri discreti e realizzata in collaborazione con YouGov, che mette in luce un fenomeno sempre più evidente: per molte donne la sessualità non solo continua nel tempo, ma può diventare più consapevole, libera e appagante proprio con l’avanzare dell’età.

Il dato che colpisce di più è che il 45% dei membri della piattaforma intervistati ha dichiarato di aver raggiunto il proprio apice sessuale a 40 anni o più. Un risultato che ribalta uno dei cliché più resistenti sulla sessualità femminile, che accosta intrinsecamente la giovane età al desiderio.

"Il dato non sorprende chi lavora ogni giorno con la sessualità femminile: il desiderio non è mai stato una funzione della giovinezza, ma della conoscenza di sé. Con gli anni cadono molte sovrastrutture — l'ansia da prestazione, il bisogno di piacere a tutti i costi — e resta uno spazio più libero, dove il piacere può finalmente diventare una priorità autentica e non un obbligo relazionale”, spiega la Dottoressa Marta Giuliani, Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa Clinica e Socia Fondatrice della Società Italiana di Sessuologia e Psicologia.

Del resto, la cultura pop ha iniziato a mettere in discussione questa equazione contribuendo a normalizzare aspetti di cui le generazioni precedenti raramente parlavano pubblicamente. Film come Babygirl con Nicole Kidman e serie cult, basti pensare a Sex and The City, esplorano il desiderio femminile nella vita adulta.

Grazie a questo e a una conversazione sempre più aperta sulla perimenopausa, molte donne si sentono più libere di parlare apertamente del desiderio sessuale e della scoperta della propria sessualità in una fase della vita che può favorire una maggiore consapevolezza di sé e autenticità.

Non è solo una questione biologica, crescere significa anche conoscersi meglio, garantire l’esperienza che permette una crescente consapevolezza emotiva e più sicurezza nel comunicare i propri bisogni sentendosi meno vincolate dalle aspettative legate alla desiderabilità, alla performance sessuale o ai ruoli tradizionali all’interno della coppia. 

Non sorprende quindi che il 39% delle donne utenti ha dichiarato che, all’interno di una relazione stabile, il proprio piacere sessuale non è stato generalmente una priorità, perché hanno dato più importanza al piacere del partner rispetto al proprio, hanno cercato senza successo di esprimere i propri desideri oppure, semplicemente, il sesso non è stato una priorità per loro. 

Il tema diventa ancora più interessante osservando quanto spazio viene dedicato alla sessualità all’interno della relazione. Infatti il 20% dei rispondenti ha dichiarato di non aver mai esplorato la propria sessualità all’interno della relazione principale.

Anche la discrezione e la sicurezza emotiva possono giocare un ruolo fondamentale in questo processo aiutando a rafforzare la fiducia in sé stesse. Il 31% delle donne di tutti i Paesi coinvolti nel sondaggio ha dichiarato che una maggiore consapevolezza e sintonia con i propri desideri le ha motivate a esprimere più apertamente la propria sessualità. In Italia la cifra è tuttavia un po’ più bassa, arrivando al 29%.3

Eppure, nonostante le conversazioni sul piacere sessuale siano sempre più diffuse, un numero elevato di donne sente ancora che i propri bisogni non siano pienamente considerati nelle relazioni di lunga durata. Tra le donne della popolazione generale a livello internazionale, il 48% tra i 25 e i 34 anni afferma che il proprio piacere è stato una priorità durante tutta la relazione, rispetto ad appena il 39% delle donne tra i 45 e i 54 anni2. Percentuale che in Italia scende al 44% tra i 25 e i 34 anni e al 34% tra i 45 e i 54 anni.

Questa discrepanza potrebbe aiutare a spiegare perché così tante donne descrivano un’evoluzione con l’età verso una più forte capacità di esprimere i propri desideri, una più profonda consapevolezza nelle proprie scelte e una crescente apertura alla sperimentazione.

"Il divario tra generazioni non indica una minore libertà nelle donne più adulte, ma riflette il contesto culturale diverso in cui hanno vissuto per gran parte della loro vita di coppia: per anni il piacere femminile non è stato nemmeno un tema di conversazione. Il fatto che con la maturità molte donne inizino comunque a rivendicarlo, spesso senza aver avuto in precedenza un linguaggio o una legittimazione sociale per farlo, testimonia una significativa capacità di cambiamento anche in età avanzata — un percorso che le più giovani, cresciute in una cultura già più aperta sul piacere, non devono affrontare nella stessa misura", continua la D.ssa Marta Giuliani.

Forse il vero colpo di scena è proprio questo: il sex appeal non diminuisce con l'età. Semmai, cambia forma e diventa consapevolezza, curiosità e libertà.