La moglie di Giovanni Ferri, l'anziano trovato morto a Garlasco tre anni dopo l'omicidio di Chiara Poggi e per cui all'epoca si parlò di suicidio, ha richiesto una perizia a un medico legale da lei incaricato. "Il Dott. Ballardini ha fatto un ottimo lavoro, ma guardandolo a distanza di tempo con un occhio critico effettivamente si rilevano degli aspetti che meritano un approfondimento" ha detto il nuovo consulente all'inviato di "Mattino Cinque News" Emanuele Canta.
Il corpo dell'ex meccanico in pensione fu rinvenuto in uno spazio angusto di 50 centimetri con la gola e i polsi tagliati ma senza una lama nelle vicinanze. Nonostante l'autopsia, in merito non fu aperta alcuna indagine e nessuno, al di fuori della ragazza che lo trovò e delle forze dell'ordine, vide il corpo dell'anziano, neanche la moglie. "Rileggendo l'autopsia del collega e visionando il materiale fotografico che ho a disposizione mi viene da dire che non ho la certezza assoluta che sia stato un suicidio", - prosegue - "L'ipotesi alternativa è quella di un omicidio di un uomo anziano colto di sorpresa e colpito al collo, con un tentativo di difesa che ha provocato verosimilmente quella ferita al polso e che, dopo alcuni passi, è stato ritrovato nella posizione statica in cui poi è deceduto".
"Il modo per accertare in maniera definitiva la direzione di queste lesioni riscontrate sul cadavere del signor Ferri è andare a recuperare le immagini dell'autopsia. Al momento ho avuto a disposizione solo alcune immagini del sopralluogo del ritrovamento del corpo dove si evince che la ferita sul lato sinistro del collo è diretta da anteriore a posteriore e quindi, ipotizzando che il soggetto abbia agito con la sua mano destra, è abbastanza difficile che se la sia inferta autonomamente" conclude il medico legale.