Dalla nascita della Repubblica nel 1946 a oggi, in Italia si sono susseguiti cinque sistemi elettorali nazionali: dal proporzionale puro della Prima Repubblica, passando per il Mattarellum, il Porcellum e l’Italicum e Rosatellum attualmente in vigore ma ancora per poco. Lo "Stabilicum" appena approvato al Senato e in attesa del via libera definitivo dalla Camera, sarebbe la sesta legge elettorale della Repubblica. Un record in Europa, siamo secondi solo alla Grecia che "vince" il premio instabilità.
Proporzionale puro - Il proporzionale puro (1948–1993): Adottato per l'Assemblea Costituente e poi confermato per oltre quarant'anni. C'è stata una sola eccezione nel 1953 con la cosiddetta "Legge truffa" (un proporzionale con premio di maggioranza al 65%), che però non scattò e fu subito abolita l'anno dopo, ripristinando il proporzionale originario. [
Mattarellum -
Il Mattarellum, in vigore dal 1993 al 2005, prendeva il nome da Sergio Mattarella e introduceva un meccanismo misto: tre quarti dei seggi erano assegnati con un sistema maggioritario nei collegi uninominali, mentre il restante quarto veniva distribuito proporzionalmente tra i partiti. Questo sistema cambiava le dinamiche politiche, incentivando coalizioni pre-elettorali più strutturate e creando una nuova centralità dei leader locali nei collegi.
Porcellum -
Il Porcellum, introdotto nel 2005 e parzialmente dichiarato incostituzionale, era un sistema proporzionale con premio di maggioranza nazionale e liste bloccate, ovvero senza possibilità di esprimere preferenze sui candidati. Il nome curioso fu coniato dal relatore della legge, Roberto Calderoli, per le sue caratteristiche considerate poco trasparenti.
© Withub
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Italicum -
Pensato per la Camera dei deputati e mai applicato pienamente, l’Italicum introduceva un premio di maggioranza con un eventuale ballottaggio tra le prime due liste, cercando di garantire governabilità e stabilità, ma lasciando inalterata la complessità dei rapporti tra partiti.
Rosatellum -
Dal 2017, il Rosatellum combina circa un terzo dei seggi attribuiti con un sistema maggioritario e i due terzi con un metodo proporzionale, con liste bloccate nella parte proporzionale. È il sistema attuale, pensato per equilibrare rappresentanza e governabilità, e ancora oggi guida le elezioni politiche in Italia.
Stabilicum - La riforma, in attesa del via libera dalla Camera, è un sistema misto a impianto proporzionale con premio di maggioranza e indicazione del premier.
Quale Paese europeo ha un numero simile all'Italia di cambiamenti elettorali? -
Se guardiamo al numero assoluto di riforme, la Grecia supera l'Italia con 7 o 8 variazioni del sistema elettorale dal 1974 a oggi, modificando costantemente le regole sul premio di maggioranza. Anche la Francia, se consideriamo tutte le repubbliche moderne, ha cambiato sistema almeno sei volte tra Terza, Quarta e Quinta Repubblica. E in alcuni paesi dell'Europa orientale, come la Bulgaria, l'instabilità politica recente ha portato a frequenti tornate elettorali e continui aggiustamenti delle regole del gioco.
Record di instabilità in Europa - Anche se l'Italia non è in assoluto il paese europeo che ha cambiato più leggi elettorali, detiene il record di instabilità per la frequenza e le modalità dei suoi cambiamenti tra le grandi democrazie occidentali. Mentre nazioni come la Germania o la Spagna mantengono lo stesso impianto di base da oltre cinquant'anni, in Europa ci sono dinamiche diverse e la vera anomalia italiana, non risiede solo nel numero puro delle riforme, ma soprattutto nel fatto che l'Italia cambia radicalmente il modello di sistema (passando continuamente dal proporzionale puro al maggioritario, poi al misto, poi di nuovo al proporzionale con premio), spesso rincorrendo convenienze politiche momentanee anziché la stabilità costituzionale.
Quali paesi sono più stabili? - Il Regno Unito ha cambiato il suo sistema solo una volta in modo significativo nel 1918 con l’allargamento del suffragio; da allora il first-past-the-post è rimasto stabile. La Germania ha mantenuto il suo sistema misto proporzionale dal 1949, con alcune modifiche tecniche minori, ma senza cambi strutturali reali. Così come la Spagna, stabile sistema proporzionale basato sulle province da circa 50 anni.