L'intervista

Benji e Fede: "Col nuovo disco non abbiamo paura di mostrare un altro lato di noi"

Il 18 settembre, esce il sesto album in studio del duo che si racconta a Tgcom24: "Quando viaggi da sola"

di Giorgia Argiolas
© Ufficio stampa

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A due anni da "Rewind", l'album che ha sancito la loro reunion, Benji e Fede tornano con un nuovo disco, il sesto del duo: "Quando viaggi da sola", in uscita il 18 settembre. Un progetto, composto da nove brani e che usa il viaggio come metafora del cambiamento, in cui i due non hanno paura di mostrare un lato nuovo e si concedono più libertà, come raccontano a Tgcom24

Il 18 giugno esce il vostro nuovo album "Quando viaggi da sola". A proposito del progetto avete detto: "Volevamo semplicemente fare un disco che ci piacesse e che raccontasse bene chi siamo oggi”. Chi siete oggi? 
 
Fede: In questo momento, non abbiamo la risposta a questa domanda. Penso che la scoperta di se stessi sia un viaggio, però, sicuramente, siamo più vicini a scoprirlo rispetto ad anni fa. Soprattutto, penso che concedersi la libertà di scrivere senza schemi e senza dover sottostare a dei canoni predefiniti magari da un'industria musicale, come a volte accade, ti lascia più libero di sperimentare e di raccontare anche lati della tua vita che non eri mai riuscito a raccontare prima in modo autentico.   
 
Quindi diciamo che siete più liberi...   
 
Fede: Ci sentiamo sicuramente più liberi.   
 
Questo è il secondo album da quando vi siete riuniti. Cosa c'è di diverso rispetto all'album precedente? 
 
Benji: Per noi "Rewind" era un tornare a lavorare insieme e a conoscerci come amici. Eravamo distanti da un po' di anni e quel disco era un modo per dire: "Eccoci, siamo di nuovo noi", era un filo conduttore tra il nostro passato, cioè quello che siamo stati per tanti anni, e il futuro. Quindi era un disco importante perché significava appunto un ritorno ma anche una transizione. Quest'ultimo album, invece, a due anni di distanza da quando siamo tornati insieme, porta con sé tanta sperimentazione e un nuovo lato di noi, che in passato avevamo messo da parte e che adesso non abbiamo paura di mostrare. Secondo me, sia per una questione anagrafica sia per esperienza, abbiamo detto: "Se facciamo questo disco, dobbiamo farlo proprio come ci viene, anche un po' d'istinto". 

Come descrivereste questo nuovo album?   
 
Benji: Potrei dire un miliardo di cose, ma se dovessi sceglierne una sola direi che è più cantautorale. C'è una maggiore ricerca, una maggiore scelta delle parole, delle storie che vogliamo raccontare nelle canzoni. Ci siamo messi più a nudo e siamo stati un po' più crudi e diretti anche nelle produzioni: i brani non sono ultra-prodotti e super patinati, ma vogliono trasmettere la verità che c'è stata nelle sessioni di scrittura.
 
Fede: Ci si è dati la libertà di seguire le intuizioni perché quando si fa musica è molto importante credere in queste ultime, quelle che possono venire in vari momenti, in vari periodi, in una giornata particolare oppure quando si viaggia. Nel caso di quest'album, quest'anno, ho fatto qualche viaggio da solo e mi sono venute delle intuizioni che ho avuto il coraggio poi di seguire anche grazie a Ben e ai ragazzi con cui abbiamo lavorato. Ho creduto che quelle intuizioni che mi emozionavano potessero in qualche modo poi diventare canzoni.   
 
A proposito di canzoni, nell'ultimo brano del disco, "Così Così", affrontate dei temi importanti come il disagio interiore, la salute mentale. Cosa rappresenta per voi questa canzone e perché è importante parlare di certi temi anche attraverso la musica? 
 
Benji: Ogni artista ha la sua storia e la sua situazione e decide di parlare di quello che si sente. Nel nostro caso, siamo sempre stati molto aperti nel parlare di salute mentale. Non l'avevamo fatto probabilmente in maniera così esplicita nella musica e questa era l'occasione giusta. Non è un caso che abbiamo scelto di mettere "Così Così" come ultimo brano del disco: può essere anche un pugno nello stomaco sotto certi aspetti. È una canzone molto autentica e abbiamo deciso di farla perché fare musica ci permette anche di dire delle cose in maniera più delicata e sensibile rispetto ad altri mezzi. Se questo brano può far sentire comprese e in qualche modo aiutare delle persone che l'ascoltano, per noi è una grande vittoria.   

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Perché il titolo "Quando viaggi da sola"? 
 
Federico: L'album ha un filo conduttore, non per forza ricercato, frutto di alcuni viaggi che abbiamo fatto. Ritengo che quando fai un viaggio da solo devi avere anche il coraggio di guardarti dentro e riuscire ad accettare quello che viene a galla. Così capisci anche meglio ciò che stai vivendo, la fase in cui sei sia psicologicamente sia spiritualmente ed è un modo, appunto, per cogliere quello che viene fuori e poi magari trasformarlo in una canzone. La maggior parte dei brani dell'album è nata negli ultimi due anni. Abbiamo fatto varie esperienze. Io, come anticipavo, ho viaggiato da solo e mi sono venuti dei flussi di coscienza caratterizzati dal fatto che ero uscito dalla mia routine, avevo tolto il pilota automatico. Poi, tutto ha preso una coerenza inaspettata. 

Del progetto avete detto anche: "Con questo disco abbiamo seguito molto di più il nostro gusto, senza pensare troppo a quello che ci si aspettava da noi". Cosa ci si aspettava da voi? Sentivate una sorta di pressione in merito? 
 
Benji: Il grande successo che abbiamo avuto da giovanissimi come teen idol, con canzoni uptempo e "cariche", ha fatto sì che alcune persone ci abbiano inserito, negli anni, in una categoria di artisti che rappresenta solo una parte di noi. Tuttavia, io e Fede non siamo bidimensionali. Quel genere di musica fa parte di noi, ma nel caso del nuovo album abbiamo pensato di voler fare qualcosa di diverso. Serviva anche a noi, per tenere viva la passione, perché è da quest'ultima che nasce questo lavoro. Vogliamo sentirci soddisfatti in primis noi o liberati di un peso quando scriviamo un brano. Prima ho detto che spero che "Così Così" possa aiutare altre persone, ma la verità è che ha aiutato noi, me, nel momento in cui l'ho scritta insieme a Fede. Quindi, questo disco è tanto per le persone quanto per noi stessi e per la nostra soddisfazione personale e artistica. 

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A inizio ottobre partirà "Sempre in Due - Live a Teatro", il vostro primo tour teatrale. Cosa si devono aspettare i fan e cosa vi aspettate voi? 
 
Federico: È la prima volta nei teatri, quindi abbiamo voglia di farci sorprendere da questo tour. Sarà un modo per veicolare il messaggio del nuovo disco ma anche per riarrangiare canzoni che abbiamo fatto in passato o cantare brani che non abbiamo mai fatto live. Sarà un ambiente molto intimo nel quale speriamo che si crei una sinergia empatica. Sarà come essere in un grande salotto di casa e speriamo che vengano meno le barriere che ci sono in altri tipi di venue che abbiamo fatto in passato. Pensiamo che quello dei teatri, infine, sia il posto ideale per presentare il nuovo disco.   

 
Prima di allora incontrerete i fan durante tre speciali appuntamenti in store a Roma, Modena e Milano rispettivamente il 18, 19 e 20 settembre. Sarà un riscaldamento?
 
Sì, sicuramente sì. Sono solo tre date non per scelta ma per una questione logistica: il tour partirà dieci giorni dopo circa quindi dovremo fare le prove e preparare un po' di cose. Sarà una bella occasione per incontrare le persone che ci sono da sempre e quelle nuove che vogliono venire a conoscerci. 

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