Chi sostiene che l'Intelligenza artificiale, presto o tardi, toglierà posti di lavoro agli esseri umani cambiando per sempre il mercato professionale ha ragione. Anche perché lo ha già fatto. E non solo nei settori più tradizionali, come si potrebbe pensare, ma anche in quelli più insospettabili e "sotterranei", lontani eppure allo stesso tempo così vicini alla nostra quotidianità. È il caso di Teresios Bundi, cittadino di 34 residente in Kenya, che proprio per "colpa" dell'Intelligenza artificiale ha visto sgretolare tutti i propri sogni di gloria. Il suo nome, quasi certamente, non vi dirà nulla, eppure ci sono ottime possibilità che nell'ultimo decennio vi abbia dato una mano.
La storia di Teresios Bundi -
Come? Semplice, scrivendo una tesina al vostro posto. Perché Teresios, di professione, in questi ultimi dodici anni ha scritto qualcosa come 2.500 saggi per conto di studenti universitari... in difficoltà, per così dire. È così che, secondo quanto ricostruito e raccontato dal New York Times, aveva iniziato a guadagnarsi da vivere quando, poco più che ventenne, stava cercando un modo per pagarsi gli studi all'università, il primo membro della sua famiglia di coltivatori di caffè a raggiungerla. I suoi lavori, venduti su internet, fruttano inizialmente 7 euro l'uno. Ma il tam tam digitale è ineluttabile e nel giro di poco tempo quel semplice passatempo diventa un vero e proprio lavoro a tempo pieno.
Una rete sconfinata -
Tanto che Teresios lascia l'università e gli studi. Un po' perché la mole di lavoro, sempre più ricercato, diventa insostenibile; un po' perché i guadagni sono da capogiro, quasi cinque volte quello che avrebbe incassato proseguendo la carriera nella sanità pubblica, il suo primo vero obiettivo. L'attività del giovane, nel frattempo, si espande e si struttura in una rete fatta di collaboratori e colleghi, tutti impegnati a scrivere tesine in inglese per studenti di ogni angolo del mondo. Insomma, un’azienda con tutti i crismi che non avrebbe dovuto conoscere crisi. E invece ecco l'avvento dell'Intelligenza artificiale.
L'arrivo dell'Intelligenza artificiale -
Accessibile, ma soprattutto gratuita. E così anche il piccolo grande impero di Teresios inizia a scricchiolare. Già, perché l'Ia, nel giro di poco, ha ridotto sensibilmente la domanda per i servizi offerti dall'impresa del nostro, che in dodici anni di attività ha prodotto all'incirca 2.500 tesine, anche al ritmo di tre al giorno. Il lavoro però inizia a scarseggiare e anche le entrate crollano. Considerando che i lavori erano passati, nel tempo, da 7 a 70 dollari l'uno, i conti sono presto fatti. A risentirne, oltretutto, non sono state solo le tasche di Teresios e dei suoi collaboratori, ma anche di tutte le loro famiglie. I proventi, infatti, venivano inviati ai genitori, quasi tutti poverissimi e residenti nelle periferie delle grandi città, ai margini della società. Si stima che, grazie all'infallibile sistema dell'emulazione, circa 40.000 persone nel Paese vivessero grazie a questo mercato milionario.
Il cambio di vita -
Ora, dopo una breve età dell'oro, per il giovane imprenditore è giunta l'ora di voltare pagina. Praticamente abbandonata l'impresa del cosiddetto ghostwriting accademico, Teresios oggi lavora ora per un’organizzazione governativa tedesca nata con l'obiettivo di supportare i giovani africani nella transizione verso la nuova economia digitale. La sua storia però resta uno straordinario (e melanconico) esempio degli effetti potenzialmente deflagranti che l'Intelligenza artificiale sta già avendo sul mercato del lavoro. E non solo su quello tradizionale, come si evince dall'esperienza kenyota, ma anche su quelle attività che hanno iniziato a proliferare proprio grazie ai sistemi informatici più avanzati.
Il paradosso dell'Ia -
Dietro questa particolare si nasconde anche un profondo e crudele paradosso geopolitico. Per anni, le grandi economie occidentali hanno promosso la globalizzazione digitale e l'esternalizzazione del lavoro quasi come fosse una chiave per il riscatto del terzo mondo. Ma proprio nel momento in cui intere generazioni nei Paesi in via di sviluppo sono riuscite a integrarsi grazie ai servizi digitali, l'Occidente ha introdotto una tecnologia che rende quella stessa forza lavoro improvvisamente inutile. Il lavoro non è stato spostato altrove, è stato semplicemente cancellato, riassorbito da server situati negli Stati Uniti o in Europa. Una tragica ironia se si pensa che molti dei sistemi di Intelligenza artificiale che oggi rubano il lavoro ai redattori africani siano stati "addestrati" proprio da loro, lavoratori pagati pochi dollari per progettare la macchina che li avrebbe ridotti sul lastrico.