A ciascuno il suo

Dimmi che tipo sei e ti dirò qual è il tuo museo: ecco i più bizzarri d'Italia

Da Trieste a Palermo, una mappa dei siti espositivi più insoliti della Penisola, pensata per ogni tipo di visitatore, dai venti in bottiglia allo “Shitmuseum”

© Istockphoto

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Dimentichiamo il vecchio museo polveroso, la grande pinacoteca, la galleria piena di busti di marmo e le file davanti ai capolavori del Rinascimento: esiste un’Italia segreta, bizzarra e meravigliosamente eccentrica, custodita dentro luoghi di cui spesso si ignora persino l’esistenza. Sono esposizioni nate da passioni profonde, manie collezionistiche o geniali intuizioni ecologiche, che trasformano oggetti quotidiani o fenomeni immateriali in mostre d’avanguardia. Abbiamo selezionato dieci tappe uniche in tutta la Penisola, per un viaggio fuori dagli schemi, associando ogni destinazione a un preciso profilo psicologico. Perché, in fin dei conti, il museo in cui decidiamo di entrare dice molto di chi siamo.

Per chi ha sempre la testa tra le nuvole: il Museo della Bora e dei Venti (Trieste, Friuli-Venezia Giulia) - Un luogo unico dove si collezionano persino i "venti in bottiglia" inviati da viaggiatori di tutto il mondo. È la tappa perfetta per chi ama viaggiare con la fantasia, farsi spettinare dalle storie e scoprire come un fenomeno atmosferico possa diventare l'anima culturale di un'intera città.

Per chi vuole ridere sempre: il Museo del Clown a Villa Grock (Imperia, Liguria) - Ospitato nella stravagante e fiabesca villa eclettica che appartenne ad Adrien Wettach, considerato il "Re dei clown", questo spazio offre un percorso interattivo interamente dedicato alla comicità, alla magia del circo e alla filosofia della risata.

Per chi li perde di continuo: il Museo del Bottone (Santarcangelo di Romagna, Rimini)-Una collezione incredibile di oltre 8.500 pezzi che racconta la storia del costume, della politica e della società dal 1700 a oggi. Dai bottoni disegnati da Picasso a quelli papali, è l'itinerario ideale per chi combatte ogni giorno con le camicie e vuole scoprire come un minuscolo oggetto possa fare la storia.

Per chi non sa mai come svoltare la serata: il Museo dei Cavatappi (Barolo, Cuneo)- Nel cuore delle Langhe piemontesi, una raccolta di 500 esemplari storici dal Seicento a oggi celebra l'evoluzione dell'utensile più amato dai cultori del buon vino. Dedicato a chi apprezza l'ingegno meccanico applicato al piacere della tavola.

Per chi è sempre pieno di dubbi: il Museo delle Illusioni (Milano) Qui la visita offre un percorso interattivo tra ologrammi e giochi prospettici che mettono alla prova la percezione visiva e la mente. La struttura rappresenta una tappa ideale per chi intende allenare il proprio spirito critico e riflettere sull'inganno delle apparenze.

Per chi controlla sempre sotto il letto prima di dormire: il Museo delle Anime del Purgatorio (Roma, Lazio) - Una minuscola e suggestiva collezione, ospitata dentro la Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, che raccoglie tessuti, banchi e libri che riportano impronte di fuoco lasciate dai defunti. Consigliato a chi ha una fede incrollabile, ma anche agli amanti del brivido, del mistero e del paranormale.

Per chi ama muovere i fili dietro le quinte: il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino (Palermo, Sicilia) - Custodisce migliaia di pupi siciliani, marionette e ombre orientali che l'UNESCO ha dichiarato Patrimonio dell'Umanità. È lo scenario ideale per chi preferisce il fascino della regia e dell'artigianato teatrale alle luci della ribalta.

Per chi soffre di claustrofobia ma vuole sfidare i propri limiti: il Museo del Sottosuolo (Napoli, Campania) - Scendendo a 25 metri di profondità tra ex cisterne greco-romane e rifugi antiaerei della Seconda Guerra Mondiale, questo percorso è pensato per chi vuole esplorare le viscere più intime, buie e segrete di una grande metropoli.

Per chi vive il Carnevale come una cosa seria: il Museo delle Maschere Mediterranee (Mamoiada, Nuoro) - Un'immersione antropologica cupa, affascinante e magnetica incentrata sui celebri Mamuthones sardi e sui riti ancestrali del bacino del Mediterraneo. Dedicato a chi cerca il lato più autentico e misterioso delle tradizioni popolari.

Per chi crede che nulla sia da buttare o ama i paradossi: il Museo della "Merda" (Castelbosco, Piacenza)- Qui non c’è niente di sporco: il museo è un rivoluzionario e pluripremiato progetto di economia circolare ospitato in un castello medievale. Dimostra come gli scarti biologici degli allevamenti bovini possano essere trasformati in energia pulita, concime e raffinati oggetti di design in "merdacotta", ricordandoci che il riciclo è la vera arte del futuro. Se invece amate le provocazioni e i paradossi linguistici, impossibile non citare il bolognese C.A.C.C.A. – Centro per l'Arte Contemporanea sulla Cultura Alimentare: dietro questo acronimo irriguardoso e paradossale si nasconde una galleria indipendente e dissacrante, in cui esplorare il cibo attraverso l'arte contemporanea, le performance e i paradossi dei nostri consumi quotidiani.