Vertice dei leader Ue a Rovaniemi, in Finlandia, vicino al Circolo polare artico. Dodici Paesi - tra cui Germania e Francia - hanno esortato l'Unione a rafforzare la propria presenza nell'Artico, dato che la regione sta diventando un terreno di scontro geopolitico fondamentale a seguito delle minacce provenienti dalla Russia e dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Chiediamo all'Unione di assumere un ruolo più strategico e proattivo nell'Artico europeo", si legge nella dichiarazione congiunta. Netto anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz: "Qui, nell'estremo nord dell'Europa, si può vedere quanto sia a rischio la pace in Europa. Non posso che esortare tutti noi a prendere sul serio questa minaccia".
Costa: "Questione artica non è regionale, ma europea" -
Presenti al vertice anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e l'Alto rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas. Secondo Costa, "questa regione riveste un'importanza strategica, non solo per i Paesi artici, ma per l'Europa nel suo complesso: ciò che conta per l'Artico, conta per tutti gli Stati membri dell'Unione europea. Guardando una mappa, le ragioni della presenza dell'Unione europea nell'Artico sono evidenti. Tre dei nostri Stati membri - Danimarca, Finlandia e Svezia - sono nazioni artiche. Ciò che accade qui non è una questione regionale, ma europea. Ciò significa che la sicurezza dell'Artico è sicurezza europea".
Costa ha sottolineato che "le priorità della strategia artica dell'Ue sono state definite nel 2021 e rimangono valide ancora oggi: tutela del clima, sviluppo sostenibile, cooperazione pacifica: tuttavia, per quanto riguarda la sicurezza nell'Artico, dobbiamo adattarci alla nuova realtà geopolitica". Il presidente del Consiglio Ue ha poi ricordato che la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna stanno attualmente "aggiornando la strategia" dell'Unione per l'Artico, al fine di garantire che sia adeguata "alle esigenze di un nuovo contesto caratterizzato da sfide geoeconomiche e ambientali".
"L'Artico è un'altra vittima dell'indebolimento del sistema multilaterale. La sovranità e il rispetto dell'integrità territoriale non possono più essere dati per scontati, e concetti fondamentali del diritto internazionale, come la libertà di navigazione, sono messi in discussione. E la Russia, la più grande nazione artica, è uno dei principali motori di questa tendenza", ha sottolineato ancora Costa.
Kallas: "Abbiamo bisogno di più rompighiaccio" -
Per la sicurezza dell'Artico, "data l'attuale situazione geopolitica, abbiamo bisogno di più rompighiaccio o di navi in grado di operare in condizioni così difficili", ha dichiarato Kallas. "La Finlandia ha le capacità per costruirle", ha continuato, "ma nell'Ue vigono una serie norme sugli appalti, che vengono aggiudicati a chi presenta l'offerta migliore".
Helsinki: "Russia minaccia grave e a lungo termine" -
La Russia rappresenta "la minaccia più grave e a lungo termine" per la sicurezza e la stabilità dell'Artico e l'Ue deve considerare l'Artico, in particolare l'esteso confine tra Finlandia e Russia, come una "frontiera strategica". È quanto detto dal premier finlandese Petteri Orpo al termine del vertice europeo. L'obiettivo finale è che l'Artico "rimanga una regione di pace, stabilità e cooperazione costruttiva, fondata sul diritto internazionale e sul rispetto dei diritti delle popolazioni indigene".