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Benzina oltre 2,15 euro: quanto costa il pieno per le 5 auto più comprate e come risparmiare in 8 mosse

Abbiamo calcolato quanto costa il pieno delle cinque auto più immatricolate in Italia nei primi otto mesi del 2026. Gli otto accorgimenti che possono ridurre consumi e spesa

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Il prezzo dei carburanti resta su livelli elevati, con il gasolio che a livello europeo ha toccato un nuovo record storico: 2,23 euro al litro. Sulla rete stradale nazionale italiana si registra un lieve calo, ma la situazione resta comunque preoccupante: secondo l’ultima rilevazione dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, il 24 settembre 2026 la benzina self costa in media 2,154 euro al litro, contro i 2,155 euro del giorno precedente. Il gasolio è sceso a 2,338 euro, dai 2,340 euro di ieri. In autostrada i prezzi sono ancora più alti: la benzina self costa in media 2,245 euro al litro, invariata rispetto a ieri, mentre il diesel raggiunge 2,419 euro, contro i 2,418 euro del giorno precedente.

Per acquistare 40 litri di benzina servono oggi 86,16 euro. Con 50 litri si arriva a 107,70 euro. Non esistono soluzioni miracolose se si esclude il lasciare l'automobile parcheggiata e optare per un mezzo differente. Tuttavia esistono alcune strategie pratiche che possono aiutare a contenere la spesa. Ne abbiamo raccolte otto.

Quanto costa il pieno delle cinque auto più immatricolate -

 Per rendere più concreti i calcoli abbiamo considerato le cinque auto nuove più immatricolate in Italia fra il 1° gennaio e il 31 agosto 2026. La classifica è elaborata dal Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) e riguarda le nuove immatricolazioni e non i modelli più numerosi nell’intero parco circolante italiano.

Nei primi otto mesi dell’anno la Fiat Panda è rimasta al primo posto con 75.998 immatricolazioni. Seguono Jeep Avenger con 31.938, Dacia Sandero con 29.106, Fiat Grande Panda con 27.558 e Citroën C3 con 25.396. Per il confronto abbiamo scelto una versione a benzina o ibrida di ogni modello. La capacità del serbatoio può infatti cambiare in base alla motorizzazione.

La Fiat Panda 1.0 Hybrid ha un serbatoio nominale da 38 litri. Riempirlo interamente, con la benzina a 2,154 euro, costa teoricamente 81,85 euro. Jeep Avenger e-Hybrid, Fiat Grande Panda Hybrid e Citroën C3 nelle versioni considerate hanno un serbatoio da 44 litri. Per un pieno servono 94,78 euro. La Dacia Sandero TCe a benzina può contenere 50 litri. Il costo sale così a 107,70 euro.

Si tratta chiaramente soltanto di valori teorici: quando la spia dell'auto si accende il serbatoio non è del tutto vuoto, quindi nella vita quotidiana la quantità di carburante acquistata alla pompa è solitamente inferiore alla capacità totale dichiarata dal costruttore.

Veniamo ai rincari: un aumento di dieci centesimi al litro farebbe aumentare il costo di un pieno di 3,80 euro per la Panda, di 4,40 euro per i modelli da 44 litri e di 5 euro per la Sandero. Con due pieni completi al mese, la maggiore spesa sarebbe compresa fra 91,20 e 120 euro l’anno. Il serbatoio non dice però quanto consuma un’auto e non rappresenta un giudizio sulla sua efficienza.

E sul serbatoio più grande bisogna specificare che sì rende più costoso il singolo pieno, ma non significa necessariamente che l’auto consumi di più. Per capire quanto si spende davvero bisogna considerare i litri utilizzati ogni 100 chilometri. Un’auto che consuma 5 litri per 100 chilometri ne richiede 750 per percorrerne 15mila in un anno. Con la benzina a 2,154 euro, la spesa annuale è di 1.615,50 euro. Se il consumo sale a 7 litri, per la stessa distanza servono 1.050 litri. La spesa raggiunge 2.261,70 euro: 646,20 euro in più. Di seguito alcune strategie pratiche per tenere d'occhio i costi e provare a risparmiare qualcosa.

1. Confrontare i prezzi senza allungare troppo il percorso

Bisogna sempre controllare i prezzi prima di arrivare al distributore in modo da evitare i punti vendita più cari. Cinque centesimi in meno valgono due euro su 40 litri. Dieci centesimi ne valgono quattro. Bisogna però calcolare il costo della deviazione. Se una pompa applica uno sconto di otto centesimi e si acquistano 35 litri, il vantaggio massimo è di 2,80 euro. Percorrere diversi chilometri per raggiungerla potrebbe cancellarlo.

2. Preferire il self-service

La differenza fra self e servito può essere più pesante di quella fra due distributori vicini. Con un sovrapprezzo di 15 centesimi, 40 litri costano sei euro in più. Con due rifornimenti al mese, la maggiore spesa arriva a 144 euro l’anno. Prima di iniziare è quindi utile controllare che il prezzo indicato sulla pompa corrisponda alla modalità di erogazione scelta.

3. Fare rifornimento prima dell’autostrada

La benzina self in autostrada costa oggi 2,245 euro al litro: 9,1 centesimi in più rispetto alla media della rete stradale nazionale. Su 40 litri la differenza è di 3,64 euro. Un pieno da 50 litri costa 4,55 euro in più se fatto in autostrada quindi. Prima di un viaggio meglio controllare il livello del carburante e, se necessario, fermarsi vicino a casa. Anche se (banale ma vero), ricordiamoci che non è prudente proseguire con poca benzina soltanto per evitare una stazione di servizio più cara.

4. Guidare in modo regolare

Lo stile di guida fa tanto: accelerazioni e frenate continue aumentano i consumi. È meglio accelerare gradualmente, mantenere una velocità stabile e rallentare in anticipo davanti a semafori, code e ostacoli. Anche la distanza di sicurezza aiuta a seguire il traffico senza premere di continuo acceleratore e freno. In autostrada incidono soprattutto la velocità e la resistenza dell’aria. Se una famiglia spende 1.800 euro l’anno in carburante, ridurre i consumi del 5% grazie a un ritmo di guida più costante significa risparmiare 90 euro. Con un miglioramento del 10% si arriva a 180 euro.

5. Controllare gomme, pesi e accessori

Gli pneumatici sgonfi aumentano la resistenza al rotolamento. La pressione deve essere controllata a gomme fredde e regolata secondo le indicazioni del costruttore. Conviene anche togliere dall’auto i carichi pesanti che non servono. Box sul tetto, portabici e barre trasversali peggiorano l’aerodinamica, soprattutto alle velocità più elevate.

6. Usare con parsimonia climatizzatore e finestrini

In città, a bassa velocità, può bastare aprire i finestrini. In autostrada, invece, tenerli completamente aperti aumenta la resistenza dell’aria. Nelle giornate calde è utile arieggiare l’abitacolo prima di partire e poi impostare il climatizzatore su una temperatura ragionevole.

7. Accorpare gli spostamenti

Percorrere meno chilometri resta il modo più efficace per ridurre la spesa. Riunire più commissioni nella stessa uscita evita di ripetere il percorso. Anche scegliere orari con meno traffico limita soste e ripartenze. Eliminare 20 chilometri alla settimana significa percorrerne 1.040 in meno nell’arco di un anno. Con un consumo di 6 litri ogni 100 chilometri e la benzina a 2,154 euro, il risparmio è di circa 134,41 euro. Per i tragitti casa-lavoro si può anche condividere l’auto. Se un viaggio costa sei euro di carburante, due persone spendono tre euro a testa.

8. Misurare il consumo reale

Per controllare i risultati basta azzerare il contachilometri parziale dopo il pieno. Al rifornimento successivo si dividono i litri acquistati per i chilometri percorsi e si moltiplica il risultato per cento. Se sono serviti 36 litri per percorrere 600 chilometri, il consumo medio è di 6 litri ogni 100 chilometri. Il calcolo va ripetuto per diversi rifornimenti. Un aumento improvviso può dipendere da pneumatici sgonfi, manutenzione trascurata, carichi insoliti o problemi meccanici.

 

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