Durante un incontro musicale

Villa Verdi in stato di abbandono, l'appello di Muti alla politica: "Datevi una mossa, è un luogo sacro" | Il ministro Giuli: "Stanziati circa 20 milioni di euro"

Durante la serata, eseguite le celebri opere verdiane Nabucco, Rigoletto, Il trovatore, Macbeth e Falstaff, nonché la meno nota Notturno che ha dato il nome all'evento

© Ministero della Cultura

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"Bisogna dire Si fa! - che sono pure due note musicali -, non Si comincia!". L'appello ai ministri del Maestro Riccardo Muti è risuonato forte e chiaro, in occasione della "riunione di un gruppo di musicisti" che si è tenuta a Villa Verdi: è ora di impegnarsi nel recupero e nella cura della dimora dello storico compositore. Pronta la risposta delle istituzioni, arrivata a margine della serata, proprio dal titolare della Cultura, Alessandro Giuli: "Abbiamo iniziato un percorso di stanziamenti di risorse nel capitolo dei grandi progetti per rigenerare completamente la villa": la prima tranche di 6 milioni e mezzo di

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euro, per l'esattezza, arrivati poco dopo l'acquisto della proprietà da parte dello Stato, a fine 2024. 

"Un luogo sacro" -

 "Finora tutti i governi, che siano di destra, di centro o di sinistra, hanno praticamente fatto schifo. La casa è in abbandono". E forse per dimostrarne lo stato o forse soltanto per attirare l'attenzione sul tema, Muti ha deciso di realizzare un incontro musicale in onore del compositore, proprio nella villa a Sant’Agata di Villanova sull’Arda, in provincia di Piacenza, fino a poco tempo fa adibita a museo e rimasta proprietà degli eredi, ma poi chiusa nel 2022. L'evento era riservato a pochi, tra cui anche tre ministri: oltre a Giuli erano presenti Gianmarco Mazzi (Turismo) e Tommaso Foti (Affari Europei). "Verdi è il Michelangelo della musica. Vogliamo mettere l'accento sul fatto che questo luogo, la sua casa, è un luogo sacro non solo per gli italiani, ma per il mondo e tutto il mondo ci guarda. Questa casa venga restituita ai suoi splendori, sia un museo, un tempio, dove tutto il mondo può venire in pellegrinaggio".

La polemica con le istituzioni -

 La presenza di parte del governo non è stata voluta solo per lustro o per rappresentanza, ma per mandare un messaggio chiaro alla politica e alle istituzioni: ora che la Villa è dello Stato "si faccia presto a togliere l'imbarazzo di fronte al mondo", avverte il Maestro. Che ricorda di essere stato allievo di Antonino Votto, a sua volta erede di Arturo Toscanini che Verdi incontrò e di cui è considerato uno dei maggiori interpreti storici. Quasi una discendenza diretta dal Cigno di Busseto. "Tutto il mondo si ciba della musica di Verdi. Diede una voce alle speranze e ai lutti, pianse ed amò per tutti, come scrisse D'Annunzio", ricorda. E allora, "facciamo un appello attraverso le note", facendo risuonare un luogo che "non appartiene più a Busseto, all'Italia o all'Europa, ma al mondo".

Sulle note del "Notturno" -

 Seduto a un pianoforte Fazioli, il direttore ha guidato un'esecuzione tutta verdiana accompagnando il basso Michele Pertusi, il baritono Luca Salsi, il tenore Giovanni Sala, il mezzosoprano Mara Gaudenzi e il soprano Damiana Mizzi: Nabucco, Rigoletto, Il trovatore, Macbeth e Falstaff le opere che hanno risuonato nella casa del loro stesso compositore. La serata si è chiusa con il Notturno a tre voci con flauto e pianoforte, composizioni poco nota che ha dato il nome alla serata. L'invito è ad ascoltare, in quel cortile, ciò che rischia di restare inascoltato. Ancora Muti: "Il mio Verdi, il nostro Verdi ci guarda, ci starà dicendo: Allora ho ragione io, che tutto nel mondo è burla?".

La risposta di Giuli -

 Davanti l'appello di Muti, il ministro della Cultura non è rimasto in silenzio: "Tra un po' inizieranno a vedersi i cantieri. Il ministero della Cultura ha stanziato circa 20 milioni tra acquisizione ed esproprio di Villa Verdi dal settembre 2024, quando mi sono insediato, a oggi, compresi diversi milioni per restauri, rigenerazione e dell'edificio e del giardino. Ora, ottenute tutte le controfirme dopo il mio decreto ministeriale, finalmente Villa Verdi comincerà a essere rigenerata completamente", ha rassicurato Giuli a margine dell'evento. "Il Maestro - ha risposto ai giornalisti - ha detto una verità parziale, nel senso che ora con il governo Meloni finalmente c'è un governo che si occupa di Villa Verdi".

Perché l'impasse sulla struttura? "Dove voi vedete l'impasse, io vedo semplicemente il fatto che, insediatomi il 6 settembre, il 19 avevo già firmato l'acquisto della villa. Esistono tempi ordinari di burocrazia, noi non abbiamo fatto altro che il nostro dovere di fronte a un edificio in condizioni inaccettabili. Insieme con altri colleghi, primo fra tutti Tommaso Foti, ci siamo dedicati a un sopralluogo e abbiamo iniziato un percorso di stanziamenti di risorse nel capitolo dei grandi progetti per rigenerare completamente la villa". Il luogo, spiega ancora il ministro, "sarà visitabile non appena saranno stati fatti i primi lavori di consolidamento e messa in sicurezza. Per quanto mi riguarda, esiste già la possibilità di fare gare e progetto esecutivo. È già tutto pronto per essere messo a cantiere. Il giardino è già largamente sistemato e quindi ci siamo ormai".

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