"Della bomba contro Sigfrido Ranucci non ho mai saputo nulla. L'ho scoperto soltanto il giorno dopo l'esplosione". Con queste parole Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, ha aperto la lunga audizione davanti al pubblico ministero antimafia di Roma Edoardo De Santis, spiegando ai magistrati di essere rimasta estranea alla pianificazione dell'attentato e di averne appreso l'esistenza soltanto all'indomani del fatto. L'interrogatorio in procura è terminato dopo circa 10 ore. Valter Lavitola è in carcere dal 10 agosto perché accusato di essere il mandante dell'attentato al giornalista Ranucci. Ad ascoltare la donna, oltre al pm titolare dell'indagine, i carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e Frascati.
Cos'ha detto al pm Natalia Potenza? -
La donna, che gestisce il ristorante Cefalù a Monteverde Vecchio, nei giorni scorsi ha inviato una mail agli inquirenti chiedendo di essere convocata. Nel corso dell'audizione avrebbe raccontato della genesi del suo rapporto con Lavitola, nato quando l'imprenditore era latitante in Argentina nel 2011, per poi affrontare il tema degli affari finanziari in cui è coinvolto l'ex editore dell'Avanti! e il suo rapporto con l'ex conduttore di Report. "Non sapevo nulla della bomba a Ranucci", avrebbe sostanzialmente detto la testimone in merito all'azione dinamitarda avvenuta il 16 ottobre del 2025 davanti all'abitazione del giornalista a Pomezia.
Potenza ha messo a disposizione di chi indaga anche una corposa memoria oltre ad atti e documenti anche di natura fiscale che potrebbero risultare utili ai magistrati per ricostruire le attività imprenditoriali di Lavitola che comprendono anche il business del carbon credit in Africa oltre che iniziative in Sudamerica.