bufera sulle pagine del The Times

Gravina, cena da 390 euro sul ponte dell'Acquedotto: la polemica arriva fino in Gran Bretagna

Secondo alcuni non sarebbe stato appropriato utilizzare quel luogo, simbolo della città pugliese, ma per altri è tutta pubblicità nel mondo

Non è la sagra di paese, ma una cena esclusiva dal valore di 390 dollari a testa. L'ultima trovata per benestanti, turisti e non, arriva da Outstanding in the field, che ha organizzato una grande tavolata da 110 persone sul ponte dell'acquedotto di Gravina, in Puglia, momunento simbolo della città. L'evento è finito anche sulle pagine del The Times, creando non poche polemiche all'estero. Anche in Puglia c'è stata molta divisione su quanto accaduto: tra chi ha applaudito l'iniziativa e chi ha protestato per la scelta del luogo è "guerra" aperta.

L'idea di unire patrimonio culturale e cibo -

 Outstanding in the field è l'organizzatore dell'evento: l'idea di fondo è quella di creare una lunga tavolata in luoghi da cartolina o immersi nella natura, degustando prodotti locali. Gli chef scelti per la cena a Gravina erano Sergio Lasaponara e Giovanni Cifarelli.

Se gli organizzatori hanno cercato in ogni modo di far parlare di questa cena bisogna dire che ci sono riusciti: le foto della tavolata sul Ponte Madonna della Stella hanno fatto il giro dei social e del mondo. Non solo per le immagini suggestive, ma anche perché il ponte era stato oggetto di una scena in uno dei film di James Bond, 007 No time to die. In molti hanno elogiato l'evento, ma le polemiche sono state tante: tra queste l'idea che la cena fosse soltanto uno specchio per le allodole, l'ennesimo momento in cui chi ha più soldi dimostra di poter fare ciò che vuole a discapito dei "normali" cittadini.

Comune diviso -

 Nell'articolo del Times viene citato il consigliere comunale Saverio Verna, secondo cui il ponte "era stato utilizzato senza alcun riguardo per la sicurezza pubblica e rispetto per il patrimonio". Al contrario, il sindaco di Gravina Fedele Lagreca ha confermato che la cena era stata autorizzata dal Comune e che la città avesse bisogno di questo tipo di pubblicità.

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