Il dramma di Sestri Levante

Bimba morta in piscina, indagati anche costruttori e installatori della vasca

Il 24 settembre inizierà la consulenza tecnica per chiarire la dinamica che ha portato al decesso della piccola Alice Ferrari

© Ansa

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Si allarga l'inchiesta sulla morte di Alice Ferrari, la bambina di 11 anni annegata lo scorso luglio dopo essere rimasta incastrata con i capelli nella pompa di aspirazione della piscina dei bagni Segesta a Sestri Levante, in provincia di Genova. Nel registro degli indagati sono state iscritte altre quattro persone oltre ai gestori dello stabilimento: i titolari dell'azienda produttrice della vasca (della provincia di Cuneo) e dell'impresa di installazione (di Sestri Levante).

La perizia tecnica -

 I nuovi indagati hanno ricevuto l'avviso per poter permettere loro di partecipare agli accertamenti tecnici. Il 24 settembre, infatti, la dottoressa Rossana Prola, esperta di funzionamento di piscine e già incaricata da altre procure per incidenti simili, inizierà la consulenza tecnica per capire cosa sia successo quel maledetto 15 luglio, quando Alice rimase incastrata in un bocchettone della vasca mentre giocava in piscina.

Indagati i titolari -

 All'indomani della morte della ragazzina, il pm Fabrizio Givri aveva indagato i titolari dei bagni Segesta (difesi dagli avvocati Angelo Paone e Claudio Zadra) La famiglia, assistita dall'avvocato Stefano Savi, aveva subito acconsentito alla donazione degli organi, ma per consentire l'esame autoptico solo i reni e il fegato erano stati effettivamente espiantati subito dopo il decesso, mentre cuore e polmoni erano stati sottoposti ad accertamenti.

Piscina sotto sequestro -

 La piccola piscina resta invece sotto sequestro. Se infatti è stato accertato che la morte sia avvenuta per annegamento, resta ancora il mistero su come una tragedia del genere sia potuta accadere in un impianto profondo un metro. E sarà proprio l'accertamento tecnico a chiarire l'esatta dinamica.

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