DOPO UNA LUNGA AGONIA

Morto l'anziano sedato e "operato" dalla badante a Vibo Valentia | La donna "usò un coltello per estrargli un parassita dalla pancia"

Antonio Reggio, 91 anni, era ricoverato all'ospedale di Catanzaro da tre settimane. L'accusa dovrebbe ora passare da tentato omicidio aggravato a omicidio

© ansa

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È morto Antonio Reggio, l'anziano "sedato" e "operato" con metodi casalinghi dalla propria badante. Stando a quanto emerso, la donna, convinta che il 91enne avesse un animale nella pancia, avrebbe allestito una sala operatoria rudimentale nella camera da letto dell'assistito, per poi sedarlo e provare a operarlo. La caregiver, cercando di estrargli dall'addome quello che doveva essere un parassita, gli avrebbe inferto diverse ferite profonde con un coltello da cucina. L'uomo è morto dopo tre settimane di agonia all'ospedale di Catanzaro. Per la badante l'accusa dovrebbe ora passare da tentato omicidio aggravato a omicidio.

L'aggressione di agosto -

 La notte tra il 18 e il 19 agosto, la badante, per "aiutare" il 91enne a liberarsi da ciò che avrebbe avuto nella pancia, avrebbe fatto sdraiare l'uomo sul letto per somministrargli sostanze dall'effetto sedativo. Poi, una volta addormentato, gli avrebbe lacerato l'addome con un coltello domestico. La polizia, una volta arrivata nell'abitazione, ha trovato l'anziano privo di sensi con diverse bende intrise di sangue sulla pancia. Reggio è stato soccorso dal personale sanitario e trasportato in codice rosso all'ospedale di Vibo Valentia, per poi essere trasferito nella struttura sanitaria di Catanzaro. I medici avevano evidenziato un'emorragia toracica massiva, una ferita da taglio nella regione ipogastrica e multiple fratture scomposte. 

La versione della donna -

 La badante non era la caregiver fissa che assisteva l'anziano, ma stava sostituendo temporaneamente una sua connazionale. La donna aveva cominciato a lavorare verso la fine di giugno 2026 e avrebbe dovuto terminare il rapporto di lavoro il 20 agosto, il giorno successivo a quello della presunta "operazione". Agli investigatori, l'indagata ha spiegato che ha agito nella convinzione che il professor Reggio avesse "un animale nella pancia" e che fosse quindi necessario intervenire chirurgicamente per estrarlo. Durante la perquisizione dell'abitazione, gli agenti hanno sequestrato diversi coltelli, guanti in lattice e flaconi di soluzione salina, ritenuti riconducibili ai preparativi della presunta "operazione".

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