E' protagonista di un documentario dove viene raccontata la sua attività di artigiana delle perle, custode di un'arte unica, ma muore il giorno prima della presentazione all'83esima Mostra del Cinema di Venezia per il virus West Nile. E' la vicenda, raccontata da Il Gazzettino, di Luna Darin, 37 anni, figlia di una famiglia di perlai veneziani. Il dolore dei genitori alla presentazione dell'opera: "Abbiamo trovato la forza di esserci: è il suo film".
Ecco cosa è accaduto -
Giovedì 10 settembre, al Lido di Venezia durante la Mostra del Cinema, è stato proiettato il documentario "Custodi. L'eredità culturale di Venezia", voluto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia. In esso vengono ritratte due attività artigianali: le perle veneziane e il merletto di Burano e Pellestrina.
© Withub
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Luna Darin a fine agosto però era stata punta da una zanzara che le ha trasmesso il West Nile. A causa della malattia autoimmune di cui soffriva da anni, il quadro clinico si è rapidamente compromesso e ha portato alla sua morte, alla vigilia dell'evento al Lido, il 9 settembre.
Gli accertamenti dell'Ulss 3 hanno già appurato che si è trattato di un caso isolato di West Nile, che per la normativa non necessita di interventi di disinfestazione.
"Luna è nata e cresciuta tra le perle: è il suo film" -
Commozione alla proiezione del documentario, allo spazio Eventi dell'Hotel Excelsior, dove c'erano i genitori Liliana e Paolo. "Abbiamo dovuto trovare la forza di esserci - ha dichiarato la madre. - Lei è la protagonista di tutto. E' il suo film. Luna è nata e cresciuta tra le perle".
"Vederla sullo schermo e percepire la sua assenza è stato così brutale - ha detto Marisa Convento, presidente del Comitato per la salvaguardia dell'arte delle perle di vetro veneziane. - Lei era la più giovane di tutti noi, ma sempre attiva, presente, piena di idee. Ma anche rispettosa dei colleghi, amata da tutti. Un carattere solare. In questo periodo poi, con il nuovo laboratorio, era felicissima. Si affacciava a un nuovo capitolo di vita, con tanta voglia di fare, di creare".
© Soprintendenza ABAP per la Città Metropolitana di Venezia
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Il docufilm "Custodi" a Venezia 83 -
Il docufilm "Custodi. L’eredità culturale di Venezia" ha incontrato il pubblico del Lido, nello Spazio Incontri dell’Hotel Excelsior. Promosso dalla Soprintendenza nell’ambito del Venice Production Bridge dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
"Un momento importante, in un luogo simbolo del cinema internazionale, per raccontare una Venezia forse meno conosciuta, ma profondamente autentica", si legge nel lungo post pubblicato sui canali social della Soprintendenza, che rende omaggio anche a Luna Darin.
"️Diretto da Andrea Longhin e prodotto da Nubifilm, Custodi nasce da un progetto delle nostre funzionarie Sara Bini e Irene Spada, con la consulenza antropologica di Claudia Cottica.
È un film fatto di mani, volti, gesti, memorie e saperi - si precisa, raccontando il progetto. -
Un patrimonio che non vive soltanto nei monumenti, nelle opere e nei luoghi, ma soprattutto nelle persone che scelgono ogni giorno di impararlo, praticarlo, trasformarlo e trasmetterlo".
"Al centro di questo racconto - viene sottolineato - ci sono due giovani donne: Ludovica Zane, merlettaia di Burano, e Luna Darin, perlera veneziana. Due storie che ci ricordano che le tradizioni non appartengono soltanto al passato. Possono essere vive, contemporanee, creative. Ma sono anche fragili: continuano a esistere soltanto se qualcuno decide di raccoglierle e portarle avanti. Oggi, però, vedere questo film insieme ha avuto per tutti noi un significato ancora più profondo".
"Luna ci ha lasciati improvvisamente, troppo presto, - è l'annuncio. - Quando abbiamo iniziato questo progetto non potevamo immaginare che le immagini girate con lei sarebbero diventate anche una testimonianza così preziosa della sua presenza, del suo sorriso, della sua passione e del modo in cui guardava al proprio mestiere. Nel documentario Luna dice una frase semplice. Oggi, però, quelle parole sembrano avere un peso diverso: 'Come si fa a dare un prezzo alla passione?'".
"Forse 'Custodi' - si legge nel finale del post - parla proprio di questo. Di ciò che non può essere protetto semplicemente chiudendolo in una teca. Di ciò che vive nelle mani, nelle persone, nella memoria. Di una conoscenza che passa da una generazione all’altra e continua a cambiare senza perdere le proprie radici. E da oggi 'Custodi' custodirà anche qualcosa che, all’inizio di questo percorso, non avevamo previsto: il ricordo di Luna, delle sue parole e della passione con cui aveva scelto di raccogliere e continuare una tradizione veneziana. (...) Ciao Luna. Siamo grati di averti incontrata e di aver potuto raccontare, anche solo per un tratto, ciò che amavi".