gli aggiornamenti in tempo reale

Offensiva in Yemen degli Houthi: "Controllano stretto di Bab al-Mandeb" | A secco le scorte Usa per l'Iran, Nyt: "Vance molto preoccupato"

I ribelli yemeniti prendono il controllo del litorale sul Mar Rosso. Trump rifiuta l'intervento militare chiesto da Riad

© Dal Web

© Dal Web

Mentre sullo stretto di Hormuz è quasi calma piatta, eccetto quelle scaramucce quotidiane che Usa e Iran non si negano, il focus della tensione in Medio Oriente ora si è spostato sull'altro collo di bottiglia fondamentale: lo stretto di Bab al-Mandeb. Secondo quanto riferito da Al Jazeera e confermato da fonti dell'Afp, gli Houthi avrebbero conquistato anche l'ultimo tratto di costa yemenita sul Mar Rosso. Andando così di fatto, dopo un'offensiva durata oltre 18 ore, a controllare l'intero litorale affacciato su Bab al-Mandeb. "I combattenti hanno incontrato scarsa resistenza nella loro avanzata verso sud, conquistando Dhubab e poi Murad, l'ultima città costiera ancora nelle mani del governo", si legge su Al Jazeera. Rimane ora da vedere se i ribelli sostenuti da Teheran vorranno iniziare a disturbare in maniera sempre più concreta il traffico che, dal Corno d'Africa, fluisce fino al Canale di Suez. 

Allarme Onu: "Serie preoccupazioni per la libertà di navigazione" -

 È la medesima perplessità che ha manifestato l'Onu, tramite l'inviato speciale delle Nazioni Unite Hans Grundberg: "Ansar Allah (gli Houthi, ndr) si è garantito così una presenza diretta vicino a uno degli stretti più vitali del mondo", ha detto sottolineando le "serie preoccupazioni" che potrebbero insorgere per la libertà di navigazione. "La questione che ora si pone alla comunità internazionale non è più se la guerra in Yemen riprenderà, ma come rispondere a una nuova fase, più pericolosa".

Media: "Riad ha chiesto a Trump di attaccare gli Houthi" -

 Intanto, però, gli Usa continuano a mantenere alta l'attenzione. Secondo quanto riportato dal sito americano Axios, il presidente ereditario saudita Mohammed bin Salman avrebbe contattato via telefono due volte il presidente americano Donald Trump chiedendogli di attaccare gli Houthi. Il tycoon avrebbe però rifiutato di agire contro i ribelli yemeniti, dicendo di non avere intenzione di intervenire contro gli Houthi militarmente, almeno per il momento. L'amministrazione Usa si è però detta disponibile a fornire all'Arabia Saudita informazioni di intelligence sugli Houthi e dati per l'individuazione degli obiettivi.

La preoccupazione di Vance sulle scorte: "Ha contattato i comandanti" -

 La situazione in Medio Oriente è però tutt'altro che rosea. Negli scorsi giorni la portaerei Lincoln, dopo mesi passati nel Golfo Persico, è stata spostata in Thailandia per dare respiro ai marinai in servizio a bordo. Ma a gravare sulle strategie militari a stelle e strisce sarebbero soprattutto le sempre più scarse scorte di armamenti, a cui Trump non aveva mai prestato attenzione puntando su una "guerra lampo" per far capitolare il regime iraniano. Tanto che, secondo quanto anticipato dal New York Times, il vicepresidente JD Vance avrebbe contattato direttamente nei mesi scorsi diversi comandanti militari americani in Medio Oriente, Europa e Asia per ottenere valutazioni sullo stato delle scorte. Secondo il quotidiano, Vance, contrario alla guerra fin dall'inizio e incaricato dal presidente Donald Trump di contribuire a porre fine al conflitto, avrebbe chiesto ai comandanti giudizi personali anche sugli obiettivi del conflitto, le tattiche, le perdite previste, la situazione nello Stretto di Hormuz e la capacità del governo iraniano di resistere alla pressione militare.

© Afp

I comandanti avrebbero segnalato soprattutto la forte riduzione degli intercettori Patriot, fondamentali per la difesa aerea. Alla fine della primavera, secondo il Nyt, uno dei teatri operativi ne aveva meno di cento. Esaurite in quell'area anche le scorte di sistemi missilistici tattici dell'esercito e fortemente ridotte quelle dei missili di precisione. Alcune munizioni critiche sarebbero scese ai livelli più bassi mai registrati. Vance avrebbe ricavato forti preoccupazioni sulla strategia complessiva e sulle possibilità di successo del conflitto, anche per la capacità dell'Iran di assorbire perdite molto elevate e per la disponibilità limitata di armi difensive statunitensi. Parallelamente, anche il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine, avrebbe illustrato al presidente le difficoltà legate alle scorte e la capacità di resistenza delle forze iraniane. 

Trump: "Guerra in Iran? Non ho rimpianti, rifarei tutto" -

 Pubblicamente, però, la Casa Bianca continua a mostrarsi unita e sicura sull'operato dei militari americani in Medio Oriente. "Non credo nella parola rimpianto. Alcune persone me lo hanno chiesto. Se dovessi rifarlo, farei esattamente quello che ho fatto", ha detto il presidente Trump in un'intervista a Fox News, rispondendo a una domanda sulla possibilità che la guerra contro l'Iran possa ridurre le possibilità del Partito repubblicano di mantenere il controllo del Congresso nelle elezioni di midterm.

Ti potrebbe interessare