Potrebbe essere calato il sipario, almeno per un po', sui concerti di Caparezza. L'artista pugliese ha concluso alla Reggia di Caserta il tour dedicato a Orbit Orbit, esibendosi davanti a una platea di circa 20mila persone. La serata del 5 settembre non è stata, però, soltanto la conclusione di una tournée. Nel suo intervento rivolto al pubblico, Michele Salvemini ha pronunciato parole che hanno fatto pensare a un possibile allontanamento dalle scene live: "Non so che fine farò".
Caparezza ha spiegato al pubblico di non avere certezze sul proprio futuro. L'artista ha ricordato anche un particolare che riguarda i suoi precedenti concerti: spesso, al termine degli spettacoli, ha definito quella serata come l'ultima, salvo poi tornare successivamente a esibirsi. Questa volta, però, Salvemini ha lasciato intendere che la situazione potrebbe essere differente. Nel suo discorso ha invitato i fan a non preoccuparsi e a lasciargli la libertà di decidere il proprio percorso. Il passaggio più significativo è stato quello in cui ha esortato il pubblico a non rimandare i propri progetti e a trasformare le proprie idee in qualcosa di concreto. Un messaggio dal tono particolarmente intenso, che ha inevitabilmente alimentato le ipotesi su un possibile stop.
Il legame con l'acufene -
Tra le possibili ragioni delle parole pronunciate dal cantautore c'è anche la questione dell'acufene, disturbo di cui Caparezza ha parlato pubblicamente in passato. Il tema era già comparso nella sua produzione musicale, in particolare con Larsen, brano del 2018 nel quale l'artista affrontava proprio il problema dei rumori e delle percezioni sonore persistenti. L'argomento è tornato poi nel percorso artistico legato a Prisoner 709. Nonostante le ipotesi circolate dopo il concerto, Caparezza non ha dichiarato che l'acufene sia la causa di un eventuale addio definitivo ai live. Il suo intervento, infatti, non contiene un annuncio esplicito di ritiro né indica una data per un possibile ritorno sul palco.
Che cos'è l’acufene? -
L'acufene è un fenomeno caratterizzato dalla percezione di un suono in assenza di una fonte sonora esterna. Può manifestarsi, per esempio, attraverso ronzii, fischi o altri rumori percepiti dall'orecchio. Non si tratta necessariamente di una malattia autonoma, ma di un sintomo che può essere associato a diverse condizioni, comprese alterazioni dell'udito. La sua presenza può, inoltre, avere conseguenze significative sul benessere psicologico e sulla quotidianità di chi ne soffre.