DOPO OLTRE 30 ANNI

Lady Diana, il revenge dress va all'asta a New York: il celebre abito nero della vendetta torna in vendita

Il tubino indossato dalla principessa nel 1994, la sera della confessione di Carlo, sarà battuto da Sotheby’s: parte del ricavato andrà in beneficenza

© Getty

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La vendetta, quella sera di giugno del 1994, prese le sembianze di un tubino nero, corto, aderente e con una scollatura vertiginosa. Poche ore prima, il principe Carlo aveva parlato pubblicamente della propria infedeltà in un'intervista televisiva, rendendo pubblica la crisi matrimoniale che fino a quel momento si era consumata tra indiscrezioni, palazzi e prime pagine dei giornali. Lady D, invece, di sottrarsi agli obiettivi, arrivò alla Serpentine Gallery, prendendosi la scena senza pronunciare dichiarazioni o concedere spiegazioni: lasciò parlare la scollatura, la linea aderente dell'abito, i tacchi e quella collana di perle che rendeva tutto ancora più sfacciatamente elegante. Nacque così una delle immagini più potenti della moda del Novecento. E adesso, a oltre trent’anni da quella sera, il revenge dress della principessa Diana torna sul mercato: il celebre tubino nero firmato Christina Stambolian sarà messo all’asta da Sotheby's a New York a dicembre, per la prima volta dopo quasi tre decenni.

Christina Stambolian e l'abito che nessuno dimenticò -

 A firmare quel vestito fu la designer Christina Stambolian. Il modello era stato pensato per Diana già qualche tempo prima, ma la principessa aveva scelto di non indossarlo immediatamente. Quella sera, invece, tutto sembra trovare il proprio momento. La silhouette è quella di un piccolo abito nero, ma l'effetto è tutt'altro che ordinario. La semplicità del colore contrasta con una costruzione estremamente sensuale. Diana non appare come la principessa che il pubblico è abituato a vedere: appare come una donna che ha deciso di riprendersi il controllo della propria immagine. È proprio questa trasformazione ad aver consegnato il capo alla storia della moda.

Perché si chiama revenge dress? -

 Il soprannome è arrivato dopo, come spesso accade alle immagini destinate a diventare iconiche. Il revenge dress, letteralmente abito della vendetta o della rivincita, è stato letto come la risposta visiva di Diana alla confessione di Carlo. Non una vendetta urlata, ma una forma molto più sofisticata di contrattacco: mostrarsi libera, sicura, desiderabile, mentre il matrimonio reale attraversava uno dei suoi momenti più drammatici. Lascia che sia il vestito a parlare.

Una fotografia destinata a durare -

 A distanza di decenni, quell'apparizione continua a essere uno dei momenti più riconoscibili dello stile di Diana. Il motivo non è soltanto l'abito. Per una sera, la principessa del Galles smise di essere soltanto un membro della famiglia reale e diventò la protagonista assoluta della propria narrazione. Da allora, l'espressione revenge dress è entrata nel vocabolario popolare per indicare quell'abito che si sceglie dopo una rottura, una delusione o un'umiliazione: non per l'ex, ma per riaffermare se stessi. Diana, in questo senso, non ha inventato soltanto un look, ha inconsapevolmente creato un format.

L'asta del 1997 e il ritorno sul mercato -

 Diana indossò quel vestito una sola volta. Nel 1997 decise di venderlo durante una grande asta benefica dedicata ai suoi abiti. La vendita comprendeva 79 capi e aveva l'obiettivo di raccogliere fondi per organizzazioni impegnate nella lotta contro il cancro e l'Aids. Dopo quella cessione, il tubino nero è rimasto per quasi trent'anni nella collezione del suo attuale proprietario. Adesso cambia nuovamente mano.

Sotheby's e una nuova pagina della storia -

 A dicembre sarà Sotheby’s New York a riportare il revenge dress al centro della scena. L'interesse, naturalmente, non riguarda soltanto il suo valore come oggetto di moda. Comprare quel vestito significa, in qualche modo, acquistare un frammento della storia contemporanea: pochi centimetri di stoffa capaci di evocare una delle donne più fotografate del Novecento e uno dei momenti più delicati della monarchia britannica. C'è un dettaglio che rende questa nuova vendita ancora più coerente con la storia del capo: anche questa volta, una parte del ricavato sarà destinata alla beneficenza. I fondi andranno alla NHS Lothian Charity per conto del Royal Hospital di Edimburgo.

A dicembre, qualcuno proverà ad aggiudicarselo. Ma il suo vero valore, quello che nessuna asta può quantificare, è già stato stabilito molto tempo fa: un abito può essere indossato una sola volta e diventare, comunque, eterno.

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