Valter Lavitola deve rimanere in carcere. Lo ha deciso il tribunale del riesame di Roma respingendo l'istanza dei difensori di remissione in libertà o concessione degli arresti domiciliari. Confermata l'aggravante del metodo mafioso per l'indagato, accusato di essere il mandante e l'organizzatore dell'attentato dinamitardo al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, avvenuto a ottobre del 2025 davanti la sua abitazione nel comune di Pomezia in provincia di Roma.
Lavitola aveva confessato agli inquirenti le sue responsabilità in relazione all'attentato. Il difensore di Lavitola ha annunciato ricorso in Cassazione.
Buchi nelle chat Ranucci e Lavitola -
Ci sarebbero presunti buchi temporali nelle comunicazioni tra Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci. È quanto sta emergendo dall'indagine della Procura di Roma. Un dato confermato dall'analisi dei telefoni cellulari e dal pc sequestrato all'imprenditore accusato e reo confesso di essere il mandante dell'azione dinamitarda. Si tratterebbe di cancellazioni sospette nelle chat, sia nella fase precedente all'attentato che dopo. Elementi che stanno portando gli inquirenti a ulteriori verifiche.
Sul fronte delle indagini, dopo avere incassato dal Riesame conferme all'impianto accusatorio, i pm della Dda avvieranno ulteriori filoni di indagine relativi agli "affari finanziari" di Lavitola, che aveva anche interessi legati al carbon credit in Africa.