Nella notte a dallas

Usa, Trump show alla convention dei Repubblicani: "Se vinciamo, dividendi di 5mila dollari a tutti gli americani"

Elezioni, Iran, dazi e confini: c'è tutta l'agenda Maga nell'intervento del presidente al primo storico raduno in vista delle insidiose urne di metà mandato

© Ansa

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"Se i repubblicani vinceranno la Camera e il Senato, distribuirò un dividendo da 5.000 dollari a tutti gli adulti americani". È un vero e proprio Donald Trump show quello andato in scena nella notte di giovedì 10 settembre, con il presidente autentico mattatore della convention dei Repubblicani, organizzata a Dallas in vista delle elezioni di midterm. Una tornata cruciale per il tycoon, che infatti non si è lasciato scappare l'occasione di richiamare il partito (e gli elettori) alla mobilitazione di fronte ai sondaggi sfavorevoli. E nelle due ore di discorso, Trump ha parlato veramente di tutto: dalla ricompensa economica in caso di vittoria, alla guerra in Iran, senza dimenticare la geografia rivisitata e i dazi, "la mia parola preferita".

Il voto di metà mandato -

 Trump sa che a novembre si giocherà la partita più importante della sua presidenza con le elezioni di metà mandato, cruciali per mantenere il controllo politico e partitico di Camera e Senato. "In 55 giorni gli americani andranno a votare per le elezioni più importanti della nostra storia", ha esordito il presidente. "La scelta è facile: i democratici vi chiedono il voto per portare avanti la loro fallimentare agenda. Vi chiedo di farci finire il lavoro che abbiamo iniziato". Agli elettori Trump ha chiesto di far finta che "ci sia il mio nome sulla scheda", facendo leva su temi a lui molto cari, tracciando scenari cupi dopo aver descritto la parte iniziale del suo mandato come "i due anni migliori nella storia della presidenza Usa". Poi ancora: "Se affidate il futuro dell'America ai democratici, il Paese ci metterà un decennio per rialzarsi". Perché, "se perdiamo, voi perderete il controllo dei confini, perderete il taglio delle tasse, perderete la vostra sicurezza, perderete la vostra ricchezza".

Il "dividendo Trump" -

 Poi, l'asso nella manica, anticipato nei giorni scorsi e annunciato ufficialmente nella notte nella cornice dell'American Airlines Center, l'arena da circa 20mila posti che ospita le partite Nba dei Dallas Mavericks. "Posso promettervi una cosa: se i repubblicani vinceranno la Camera e il Senato, distribuirò un dividendo da 5.000 dollari a tutti gli adulti, un po' come le aziende di successo erogano i dividendi agli azionisti", ha detto il presidente sottolineando che l'unica restrizione per il "dividendo Trump" è che sia speso negli Usa. 

La situazione in Iran -

 Sull'Iran nessun rimpianto: "Se non avessimo colpito con i nostri B-2 adesso avrebbe l'arma nucleare. Non possiamo consentire che abbia l'arma nucleare. Potrebbero dover colpire Pickaxe Mountain, perché dicono ci sia movimento". Dichiarazioni che arrivano a poche ore di distanza da alcune indiscrezioni rilanciate dal Wall Strett Journal, secondo cui alcuni dei più stretti consiglieri di Donald Trump (tra cui il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio) avrebbero paventato al presidente la possibilità che la guerra in Iran possa protrarsi per tutto il resto del suo mandato.

New... America -

 Non poteva mancare un richiamo alla geografia rivisitata: "I prezzi del petrolio scenderanno quando vinceremo la guerra in Iran. Stiamo vincendo: controlliamo lo Stretto di Hormuz. Lo chiameremo lo Stretto di Trump, sono sicuro che la leadership dell'Iran sarà contenta". Trump ha poi continuato insistendo sulla possibilità di cambiare il nome anche al New Mexico per farlo diventare New America. "Poi potremmo passare agli oceani, come l'oceano Pacifico e l'oceano Atlantico", la chiosa del tycoon.

"I dazi? La mia parola preferita" -

 Infine i dazi, tema tanto caro al presidente. "È la mia parola preferita in assoluto... ma ora ho cambiato posizione", ha sottolineato Trump spiegando il proprio pensiero. "Renderanno l'America ricca. Ci stanno rendendo molto più ricchi di quanto avessimo mai immaginato; stiamo incassando migliaia di miliardi di dollari. D'accordo. Ma quando ho detto che 'dazi' era la mia parola preferita, i media delle fake news sono impazziti. Dicevano: 'E l'amore? E la moglie? E Dio, la religione, la famiglia?' Così ho fatto scendere 'dazi' al quinto posto della classifica. E ora va bene, ora mi lasciano in pace", ha concluso il tycoon, provocando una risata dei delegati presenti prima del congedo sulle note di Ymca a chiusura del proprio intervento alla prima, storica, convention di midterm.

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