Tutto il mondo del calcio attende al varco Benjamín Agüero Maradona, figlio dell'attaccante ex Manchester City e Atletico Madrid Sergio Aguero e di Giannina Maradona (figlia del Pibe De Oro). Se ci mettete che il ragazzo ha anche come padrino Leo Messi capirete perché su internet si trovano già da anni video dei gol di questo ragazzino classe 2009, che dovrebbe per forza di cose avere il gol nel sangue. Un albero genealogico del genere può creare una immensa pressione ma Benjamin potrebbe condividere la scomoda sensazione di sentirsi un predestinato nel DNA con Atticus, 18 anni, e Indiana Affleck, 22. I due sono infatti gli ultimi nati di un'altra dinastia (stavolta del cinema) e anche loro sembrano destinati quasi inevitabilmente a raccogliere l'eredità famigliare.
In good company -
Company, il nuovo film di Casey Affleck, ha portato al Festival del cinema di Venezia un cast d'eccezione con nomi come Nick Nolte e Ben Mendelsohn. Ma una buona dose dell'attenzione di cinefili e addetti al lavoro se la sono presa alla fine proprio i due giovani figli del regista. Atticus è sostanzialmente alle prime esperienze recitative mentre Indiana ha già preso parte a diverse produzioni. Nella filmografia del primogenito di Casey fa curiosamente capolino tra l'altro anche What Comes Around, un thriller sulle relazioni tossiche tra giovani che, in un trionfo di "nepo baby", era diretto nientemeno che da Amy Redford (figlia di quel Robert Redford).
Vorrei quei geni -
Nel cast di quella piccola pellicola che non è mai arrivata alle nostre latitudini c'era poi anche la madre di Atticus e Indiana Affleck: Summer Phoenix, ex moglie di Casey ed en passant anche sorella di Joaquin e River Phoenix, rispettivamente uno dei più grandi attori viventi e uno che lo sarebbe diventato se il destino non ce lo avesse portato via troppo presto. Capirete quindi perché sul red carpet della Mostra tanti flash fossero destinati a un fresco diciottenne e a un ventiduenne senza grosso curriculum. Tutti volevano parlare con questi due diretti "prodotti di Hollywood", anche solo per farsi raccontare le cene di Natale in famiglia con papà Casey e gli zii Joaquin e Ben (perché in tutto questo potrebbe esservi sfuggito che i due virgulti fossero nipoti anche di Ben Affleck). Che poi entrambi i ragazzi sembrano avere effettivamente delle facce da cinema, soprattutto il "piccolo" Atticus, che autorizza a pensare che mischiando un po' degli Affleck e un po' dei Phoenix si arrivi ad avere un sosia di Thimotée Chalamet.
Un film per tutta la famiglia -
Il Premio Oscar (per il delizioso Manchester by the Sea) Casey Affleck giura di aver scelto i figli per il loro talento, aggiungendo anche come convincere i due pargoli a seguirlo nell'impresa di Company non sia stato affatto facile. Ma parrebbe essere valsa la pena di investire tanto impegno nell'opera di convincimento, almeno a sentire lo stesso Casey: "Sono stati fantastici e hanno reso questa la migliore esperienza professionale della mia vita in assoluto, perché potevo andare al lavoro ogni giorno con i miei figli e passare del tempo con loro". Nella conferenza stampa poi il regista e attore ha voluto completare il quadro famigliare dedicando il film alla memoria dei suoi genitori, Tim e Chris Affleck, scomparsi di recente a pochi mesi l'uno dall'altra.
Affleck e Faulkner -
"Erano molto importanti per me", ha detto il regista e c'è da credergli. Sia la madre che il padre degli Affleck, pur non essendo stati divi a loro volta, si sono rivelati infatti fondamentali per indirizzare Casey e Ben. In particolare papà Tim aveva una passione profonda per la drammaturgia. Proprio Ben qualche anno fa raccontò in un'intervista una storia di famiglia riguardante il genitore e il suo sogno di scrivere per cinema e teatro: "Mio padre andò in macchina fino a Oxford, nel Mississippi, chiese indicazioni in un negozio di alimentari e alla fine bussò alla porta di Faulkner. Quando un uomo aprì, mio padre disse: 'Ehi, lei è William Faulkner?'. L'uomo, con una forte sbornia, chiese: Lei è uno scrittore?. Papà scosse la testa e Faulkner disse: Va bene, allora entri pure", ha ricordato Ben. Dopo aver covato certe aspirazioni possiamo solo immaginare l'orgoglio del patriarca degli Affleck quando ha visto il primogenito alzare un Oscar per la sceneggiatura assieme all'amico di famiglia Matt Damon.
Porto mamma agli Oscar -
A quella cerimonia Ben e Matt si presentarono tra l'altro con le rispettive madri, per rimarcare l'importanza di quelle donne nella loro vita. Una scelta che fece molto discutere ad Hollywood, con grande sorpresa di Affleck: "Eravamo seduti accanto alle nostre mamme, abbiamo vinto e le abbiamo abbracciate. Ricordo come tutti ne avessero fatto un gran parlare, come se fosse una novità", avrebbe ricordato l'attore a Vanity Fair nell'aprile del 2023. "Ricordo di aver pensato, sentendomi insicuro, qualcosa del tipo: "Perché? Perché è strano che portiamo le nostre mamme? Chi altro pensate che avremmo potuto portare?". Una domanda che suona strana se posta da uno che si è accompagnato sui red carpet con Jennifer Lopez e Jennifer Garner - tra le altre - ,ma che in fondo è più che lecita.
Family affair -
Chris e il suo poi ex marito hanno sempre incoraggiato i figli a percorrere la strada del cinema, pur non nascondendogli mai il lato oscuro del mondo della recitazione. Proprio per aiutarli a prendere una scelta consapevole, una volta mandarono Ben e Casey a cena con un attore che Ben definirà anni dopo al Daily Mail "fallito e amareggiato". L'uomo non fece che scoraggiarli per tutta la sera ma l'idea dei genitori era proprio quella: sottoporre i figli a un vero e proprio "stress test". Se gli Affleck non avessero cambiato idea dopo aver visto che fine rischiavano, allora meritavano di provarci davvero. Per la cronaca, risulta che i due fratelli tornarono a casa da quell'incontro con le idee ancora più chiare. E i risultati della decisione maturata quella sera si vedono ancora oggi, con un'altra generazione di Affleck (e Phoenix) pronta a prendersi Hollywood. Per citare un grande classico degli Sly & Family Stone (o se preferite un pezzo di Mary J. Blidge omonimo), siamo decisamente davanti al più classico dei "Family Affair".