A "Ore 11"

Famiglia nel bosco, oggi l'incontro con la nuova assistente sociale: "Chiediamo tempi ridotti sulla burocrazia"

A "Ore 11" Simone Pillon, avvocato dei Trevallion: "Abbiamo ricevuto importanti rassicurazioni sugli orari scolastici"

© Da video

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Per Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori della famiglia nel bosco, è il giorno dell'incontro con la nuova assistente sociale Giuseppina Tittaferrante per un confronto sui prossimi passi nel percorso di ricongiungimento con i figli. "Siamo dispiaciuti che l'incontro si svolga dopo 10 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza del Tribunale per i minorenni", ha detto a "Ore 11" il legale Simone Pillon.

Per l'avvocato che assiste la coppia anglo-australiana residente in Abruzzo, "è stato tolto tempo prezioso ai bambini che non vedono l'ora di tornare a casa anche solo per poche ore", stanchi di un'attesa che si è fatta "spasmodica". "Chiediamo con rispetto ma anche con determinazione che i tempi per la burocrazia siano per l'avvenire ridotti al minimo nel superiore interesse dei bimbi", è l'appello lanciato da Pillon che ha poi sottolineato come la convocazione segni comunque "un fatto positivo": "Collaboreremo con tutti per una soluzione condivisa che consenta di applicare l'ordinanza garantendo il minor disagio possibile per i figli di Nathan e Catherine". 

In vista del ritorno sui banchi, Simone Pillon ha sottolineato di aver ricevuto "importanti rassicurazioni" sugli orari scolastici che - precisa - "sembra siano compatibili con gli incontri pomeridiani coi genitori e lascino liberi i fine-settimana". "Chiederemo l'applicazione alla lettera delle modalità di inserimento scolastico, dettagliate dal servizio di Neuropsichiatria infantile, per cercare di limitare per quanto possibile il comprensibile stress e proteggerli da eccessive attenzioni e curiosità", ha aggiunto, in collegamento con la trasmissione di Rete 4, il legale della coppia.

In chiusura, Pillon ha infine annunciato che nella giornata di domani, 10 settembre, depositerà il reclamo formale per chiedere alla Corte d'Appello una "profonda rivisitazione dell'ordinanza in vigore, con particolare riferimento alle omissioni relative alla salute dei bambini e al rispetto dei diritti costituzionali della famiglia".